Principesse_Tristi

Ricerca shock: il lavoro che rende le donne più infelici è la principessa

22 giugno 2014

Di Andrea Michielotto

NOWOMAN (NOCRY) – Resi noti in questi giorni gli sconvolgenti risultati di una ricerca commissionata dal centro studi sulle pari opportunità delle Nazioni Unite, lo Yoko Onu. Un team coordinato dal sociologo italo-nipponico Gino Miso ha analizzato il livello di stress e ansia di un campione di donne lavoratrici, per stabilire quale professione le renda più infelici.

La ricerca ha avuto un esito a dir poco sorprendente: il lavoro peggiore per una donna è la principessa. L’equipe del Dott. Miso è giunta a queste conclusioni dopo aver monitorato per alcuni mesi migliaia di lavoratrici: donne-pastore di yak nelle steppe della Mongolia, che affrontano venti così forti che sembrano trenta e temperature fredde come la vagina di Paola Binetti; mondine delle risaie vietnamite, che lavorano 12 ore al giorno con 40 gradi all’ombra, umidità del 3000% e zanzare che volano in sciami col sottofondo della “Cavalcata delle Valchirie”; sarte cinesi che lavorano in sottoscala di pochi mq insieme a una dozzina di colleghe e sono in grado di partorire rimanendo alla macchina da cucire.

Ma nessuna di queste professioni si è rivelata dura quanto la principessa, un’occupazione che costringe a vivere costantemente sotto i riflettori, senza più libertà personale, spesso al fianco di puttanieri impenitenti. Quotidiani, periodici e trasmissioni televisive testimoniano di continuo le drammatiche condizioni di vita di queste povere lavoratrici, evidenziate da una sequenza infinita di sguardi persi nel vuoto e sorrisi di circostanza.

Non a caso nella storia recente si è sentita spessissimo la definizione di “principessa triste”. L’appellativo è stato usato per Soraya, seconda moglie dell’ultimo Scià di Persia; per Grace di Monaco e per la sua attuale omologa Charlene Wittstock (la gravidanza le toglierà quell’aria di una a cui è appena morto il gatto?); per la sfortunata Lady Diana, costretta a rifugiarsi tra la braccia di un extra-comunitario; per Masako, consorte del principe ereditario del Giappone Naruhito; per Letizia Ortiz, moglie del neo re di Spagna Felipe, da anni a rischio anoressia anche se lei sostiene che si tratta solo di mancanza di appetito che può durare anche una settimana e che tanto si vede grassa.

Lo Yoko Onu ha immediatamente deciso di destinare tutte le sue risorse per il sostegno alle principesse di tutto il mondo: i fondi saranno utilizzati per assumere un team di psicologi e di personal trainer sosia di Cristiano Ronaldo. Queste misure dovrebbero ridurre il tasso di infelicità delle sfortunate lavoratrici ed aiutarle a superare indenni i momenti più difficili della loro vita professionale, come essere regolarmente cornificate dal regal consorte, dover mostrare apprezzamento per il look di Elisabetta II o partecipare a un incontro ufficiale con i Savoia.

 

Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

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