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Ragazzo fa auto-fisting ma la mano gli resta incastrata nel retto

10 ottobre 2013

GENOVA – Ieri pomeriggio, il giovane Diego Sompieno  è stato portato d’urgenza all’ospedale Galliera per un grave problema al retto dovuto alla tonificante pratica del fisting. L’inesperto ventenne era incredulo di fronte alla possibilità di poter penetrare l’ano con un braccio e che quei video su Youporn non fossero altro che il frutto di effetti speciali come nel caso del membro assurdo di Trentalance. Convinto della sua teoria, per confermarla era disposto a tutto, persino avvicinarsi alla religione. Pochi anni fa, Don Seppia gli aveva aperto gli occhi sul fisting, raccontandogli quanto fosse complesso e profondo il disegno di Dio per il fisting, e raccomandandogli di non farsi prendere dall’impeto della gioventù ma di essere estremamente prudente lungo il cammino. Parole di cui Sompieno fece tesoro, seppur domandandosi un poco come facesse un prete a conoscere i rischi di tale pratica. Così, dopo cinque anni di riflessione, si era finalmente deciso a compiere quel sano gesto di auto-erotismo inserendo un intero pugno all’interno del suo retto, per convincersi una volta per tutte che il fisting è possibile.

Dopo un’ora di stantuffamenti nello sfintere, una volta liberatosi dal vortice delle sue insicurezze, si è accorto però di non essere più in grado di estrarre il pugno dal suo punto fecale. Chiamata l’ambulanza con l’unica mano libera ha tentato di giustificarsi ridacchiando e dicendo: “Certo che le chiavi di casa finiscono sempre nei posti piu’ strani, eh?!” per poi svenire un istante dopo. Il giovane ora sta bene, è stato dimesso stamattina. “Avrà problemi a defecare per un pò”, ha dichiarato il chirurgo che ha effettuato l’intervento, “almeno finché non gli toglieremo il gesso dal culo”.

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