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“Qui sono troppo fanatici” Ragazzo molla il palio di Siena e si arruola nell’Isis

3 luglio 2017

Siena –  “Non ne potevo più. Avevo bisogno di gente tollerante e aperta di vedute e così ho deciso di abbandonare Siena e raggiungere Raqqa per arruolarmi con i miliziani dell’Isis”.
È questa l’amara considerazione che ha spinto Andrea (nome di fantasia per proteggere il ragazzo dalle ritorsioni dei suoi ex-concittadini) che non ha più retto allo stress che comporta la storica rivalità tra contrade.

Per tutta la vita sei allevato a menarti con i rivali e a legare con gli alleati ma ricordarsi tutte le aggregazioni e le rivalità è uno stress micidiale: Aquila con Civetta, Bruco con Istrice, Chiocciola con Pantera, Civetta con Giraffa, Drago con Aquila, Istrice contro Lupa, Nicchio contro Valdimontone, Chiocciola contro Tartuca, Onda contro Torre ma non il contrario. Manco Henry Kissinger riuscirebbe a districarsi in ‘sto ginepraio!

È una tradizione che Andrea ha faticato ad accettare e comprendere sin da quando era bambino e i suoi genitori non lo lasciavano giocare con i bimbi di contrade avversarie, a meno che non si giocasse a fare a cazzotti. “Una volta ruppi per sbaglio un dente a un ragazzo di una contrada nemica e mio padre invece di mettermi in punizione mi comprò il motorino. Che razza di insegnamento è questo?

Peggio fu, però, quando Andrea commise l’errore, anzi il peccato di prendersi una cotta per una ragazza del quartiere sbagliato e finì con una vera e propria faida tra famiglie: “Roba che al confronto la storia tra Montecchi e Capuleti o quella tra Hatfield e McCoy potevano sembrare prese da un romanzo Harmony”.

Il padre di Andrea, Alessio, si dice arrabbiato ma nemmeno poi così sorpreso dalla decisione del figlio: “Mi è sempre sembrato strano ‘sto ragazzo. Lo beccavo a leggere libri su Ghandi, Martin Luther King, persino di quel fiorentino maledetto dell’Alighieri e ogni volta lo facevo marciare per 20 km dopo avergli fatto fare 500 flessioni, ma quello niente! Di odiare i contradaioli avversari proprio non ne voleva sapere. Credetemi, l’avrei preferito, non dico animalista, ma frocio magari sì!”

Anche la mamma Anna è demoralizzata: “Mi ha spezzato il cuore. Ogni mattina gli facevo recitare insieme a me la nostra preghiera Palio Nostro ma non è servito a nulla, mi è cresciuto blasfemo lo stesso. Se penso che ogni sera, per 24 anni, gli ho letto la nostra favola preferita ’Il fantino che vinse il palio uccidendo tutti gli avversari’… che delusione”.

Andrea, però, ora è tranquillo nella sua nuova dimensione di militante del Daesh: “Finalmente posso essere me stesso in una società in cui al massimo devi imparare il Corano a memoria e ogni tanto farti saltare in aria e soprattutto non tenere sempre a mente che Il palio dura tutto l’anno. Non vedo l’ora che mi raggiunga il mio amico Tornasol.

Augusto Rasori

Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

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