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Oggi primo sciopero nazionale dei genitori: i bambini rimarranno agli insegnanti fino a lunedì

7 maggio 2015

MILANO – Sguardi assenti e facce preoccupate. Sono quelle delle migliaia di educatori, insegnanti e professori di tutta Italia che oggi, all’uscita dalle scuole, hanno atteso invano l’arrivo dei genitori di bambini e ragazzi.
Ed è solo il principio dei disagi causati dallo “Sciopero Nazionale dei Genitori” indetto dallo SPEM (Sindacato Padri E Milf).

Lo stato di agitazione è stato proclamato per tutto il week-end ma si protrarrà a oltranza se il sindacato non sarà riuscito a dar seguito alla propria posizione una volta trovato l’appoggio delle istituzioni, qualsiasi cosa questa frase voglia dire.

Le proteste del corpo insegnante si sono fatte sentire sin dalle prime ore del pomeriggio: “Sono invero contrita, mi trovo improvvisamente a dover sfamare diciotto dementi” constata l’insegnante di sostegno del Liceo Agrario Bossi di Fizzonasco.

Inevitabile per molti docenti mettere mano al portafogli e organizzarsi affittando circoli ricreativi e animatori, mentre altri hanno semplicemente portato i tanti bambini e ragazzi a casa, rassegnandosi per qualche tempo alla famiglia allargata con buona pace dei soldi spesi negli anni in contraccettivi.

Sul fronte degli scioperanti, invece, vita tranquilla. Non è stata organizzata alcuna manifestazione: ogni genitore ha avuto l’opportunità di gestire il proprio tempo liberamente, chi è andato a fare shopping, chi ha rinunciato al part-time per ritrovare la vecchia efficienza lavorativa, chi ne ha persino approfittato per prendere un giorno di ferie e farsi una bella scopata in pace.

“Non ci siederemo al tavolo della trattativa finché anche i genitori non avranno il diritto di sedersi al tavolo della trattativa” – a parlare è un’irreprensibile Fufanna Camuffo, segretario generale del sindacato – “L’attuale riforma privilegia i ricchi e danneggia i precari. Ditemi come fa un genitore impiegato, magari a tempo determinato, a dire al proprio datore di lavoro che un giorno non può recarsi a lavoro perché c’è l’ennesimo sciopero al nido quando il giorno dopo magari c’è quello dei trasporti. Specialmente se lavora nei trasporti!”. Sono parole dure che ai più potrebbero apparire di destra: “Ma quale destra e destra, il diritto di sciopero è lo stesso per tutti, lo stiamo solo esercitando leggermente più a cazzo degli altri”.

Essendo madre di tre figli avuti da quattro mariti diversi, la Camuffo sembra avere il dente avvelenato soprattutto con il sistema Scuola: “Nessuno può dirsi davvero indignato di qualcosa se non ha mai provato a iscrivere un bambino al nido o alla materna comunale; e ve lo dice una madre fortunata che quest’anno in graduatoria ne ha piazzati tre in zona Uefa”. Inutile specificare quanto sia stato doloroso spiegare a questa donna agguerrita che i piazzamenti Uefa sono solo due.

 

Alessandro Denti (TheAubergine)

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