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Nell'immagine: un vampiro che ignora che nel suo selfie lui non rimarrà impresso

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Preside ateo fa togliere i crocifissi dalle aule: 3 studenti morsi dai vampiri

5 ottobre 2016

BRESCIA – Inizio anno scolastico davvero traumatico per la scuola elementare ‘Cristina D’Avena‘ dopo la scelta del preside Germano Mosconi Jr. di rimuovere i crocifissi da tutta la scuola . Un ragazzino di 10 anni è stato, infatti, morso da un vampiro mentre era in bagno a bucarsi, ed è il terzo caso di questo tipo nelle ultime due settimane. La creatura emofaga, attirata dal sangue dell’alunno e da quello contenuto nella siringa già usata che stava opportunamente impiegando perché risparmiare è importante, si è avventata sul fanciullo attaccandosi alla sua piccola giugulare, da cui ha tratto sangue e eroina. Il ragazzino, da parte sua, non si è comunque praticamente accorto di nulla, dato che era in piena fattanza e già aveva altre cose conficcate in corpo. Il vampiro, ebbro della miscela, è poi emerso dai tetri bagni della scuola, nella cui ombra giaceva al sicuro, ed è stato incenerito da un solitario raggio di sole.

Ma la popolazione bresciana si sta già mobilitando. La situazione, a detta di molti comitati cittadini, è diventata ormai insostenibile e sono numerose le coppie che hanno già ritirato i propri figli dalla scuola incriminata. Inoltre, un sit-in di protesta davanti l’edificio scolastico va avanti ormai da 72ore consecutive, non senza rischi. “La mattina è tutto tranquillo, ma di notte sentiamo svolazzare il pericolo intorno a noi. Ci sentiamo osservati da canini aguzzi. Sappiamo che i denti non hanno occhi, ma noi ci sentiamo osservati lo stesso.” –  ha dichiarato uno dei genitori in ansia – “È tutta colpa del preside, che ha deciso di privarci di uno dei più potenti segni della cristianità: il crocifisso in aula. Da quando non ci sono più crocifissi, siamo alla mercé dei non-morti: abbiamo il diritto di sentirci protetti, siamo o non siamo cristiani?! Impaliamo il preside!”.
I rapporti tra quest’ultimo e genitori non sono stati mai idilliaci: i primi screzi  si sono verificati quando il nome della scuola è stato cambiato da ‘Don Bosco’ a ‘Cristina D’Avena’ senza interpellare nessuno. “Potevamo trovare un accordo, ‘Bud Spencer’ a noi sarebbe andato bene comunque, ma anche ‘Fedez’ o ‘Lello Arena’.” protestano i genitori. Ora, però, con questi tre casi di morso di vampiro la situazione è estremamente peggiorata. “I nostri ragazzi non hanno nulla per difendersi dai vampiri, la scuola non mette nemmeno a disposizione delle corone d’aglio. Le dobbiamo portare noi da casa!”

La posizione del preside è stata chiara sin da subito: dal suo rapporto al corpo docente, infatti, emergeva che la funzione del crocifisso era risultata essere unicamente quella di fornire un appoggio al ramoscello della Domenica delle Palme (che altrimenti sarebbe finito sbriciolato in qualche cassetto o nella custodia di plastica di qualche santino). Dunque, un orpello troppo poco utile al percorso didattico, se non nell’ora di religione. Ora il professore, un sessantottenne che non è riuscito a prendere i voti ma che è semplicemente pedofilo, è costretto a fare dei disegni quando parla della crocifissione del Cristo, disegni che risultano più blasfemi della rimozione in sé. “Eppure, vi assicuro che stiamo cercando soluzioni – si difende il Dirigente Scolastico sotto accusa – e stiamo già dando fondo alle conoscenze di Educazione tecnica dei nostri maestri per insegnare ai bambini come costruire armi appuntite con i paletti di frassino. Inoltre, abbiamo anche distribuito ai bimbi dei coltellacci affilati per tagliare la testa ai vampiri e pallottole d’argento. Le armi no, quelle non gliele abbiamo date. Non siamo degli irresponsabili, i bambini ne avevano già tante”.

Riuscirà la scuola elementare ‘Cristina D’Avena’ a uscire da quest’incubo? Non basterebbe semplicemente ripristinare il crocifisso? “Certo – conclude il preside – ma poi sarebbero assaliti dal mostro del cattolicesimo bigotto. E quello ti porta via l’anima, altro che un po’ di sangue. E non l’ammazza nemmeno un palo nel culo”.

Vittorio Lattanzi/Stefano Pisani

 

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