(Foto: www.salon.com)

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PITBULL ACCUSATO DI FEMMINICIDIO

28 giugno 2013

Brizzolato Sui Capelli – Vincenzo Rato ogni giorno portava a passeggio il suo pitbull di 3 anni. Il padrone lo descrive come un cane timido, silenzioso e che salutava sempre tutti. E’ incredibile come a volte basti uno schiocco di dita per far scattare la follia omicida. E così è stato. Mentre passeggiava il suo Paolobrosio – è il nome che  ha fortemente voluto per il suo cane – il padrone era assorto a canticchiare motivetti più o meno orecchiabili che aveva sentito in radio. Ad un certo punto ha nvolontariamente iniziato a canticchiare un pezzo di Paolo Meneguzzi, il cane ha perso il senno e in un attimo di furia ha spezzato il guinzaglio e aggredito ogni forma di vita attorno a lui. Ha sbranato, per primo, un vecchio pensionato di 80 anni che passava di lì alla ricerca della prostata perduta, poi è passato ad un ragazzino che indossava i leggings da uomo, poi un impiegato comunale a passeggio dopo aver timbrato il cartellino ed infine ha sfigurato un altro uomo reso riconoscibile solo dalle sue calze di spugna su sandali.

Fino a qui tutto bene, sennonché l’ira del cane si è scatenata anche su una signora, madre di due figli, che aveva iniziato a prendere il cane a colpi di ventaglio. Il cane all’inizio ha sopportato, ma poi reggi il primo omicidio, reggi il secondo, reggi il terzo, reggi il quarto, e anche un pitbull scoppia. Paolobrosio ha così commesso un efferato femminicidio. Dopo, intervenuta la polizia, il cane è stato portato in cella, dove ha poi sbranato altri 3 reclusi. Fortunatamente trattasi di altri tre esemplari maschi.

La signora viene descritta dai vicini di casa come una rompipalle, una vecchia megera che trascinava sempre la mobilia impedendo il riposo pomeridiano agli inquilini del piano di sotto, la classica donna che acidamente disprezza il chiasso dei bambini che giocano felici in estate e per dispetto tira loro acqua o sale. La donna che ti viene a suonare alla porta appena sposti una sedia e fai un minimo rumore. Ecco, questa era Serafina Marconi.

Il pitbull adesso è stato messo nelle sicure mani delle forze dell’ordine che ne assicureranno la sua incolumità in attesa del processo. Tutto il popolo italiano invoca la condanna all’ergastolo per l’esecrabile atto di femminicidio perpetrato. Il cane sarà soppresso domani. Nonostante questo il presidente del tribunale di Brizzolato Sui Capelli tranquillizza gli italiani precisando che il processo si terrà comunque e sarà un processo giusto ed equo al di là della suggestione emotiva che un simile fatto crea nella popolazione, e che la condanna sarà una condanna giusta e severa.

Al funerale di Serafina nessuno dei concittadini è andato, in compenso sono arrivati migliaia di pullman da tutta l’Italia.

Claudio Favara

(Catania, 1982). Studia tantissimo per poter lavorare nei call center prima, come trascrittore poi. Per arrotondare fa l'orso nelle fattorie della bile cinesi.

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