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Pestare escrementi di cane porta sfortuna all’animale

3 agosto 2013

LONDRA – Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: è una legge universale che sembra valere anche per la fortuna. Se è vero, come si dice, che pestare un escremento porti fortuna all’incauto pestatore, la medesima quantità di buona sorte deve allora essere necessariamente sottratta a qualcun altro. Questo assunto ha trovato conferma in una ricerca inglese condotta dall’etologo John Frog dell’Animal House College di Londra. In realtà, Frog stava studiando le cause che riducono l’aspettativa di vita dei cani di taglia grande rispetto ai colleghi di taglia piccola. Avendo escluso fattori genetici, ambientali e comportamentali, il suo studio sembrava, tuttavia, lontano dal trovare una risposta.

Come spesso accade, la svolta è arrivata per caso. “I was going to the first incountering with my new girlfriend, when I pested a soverkious shit with my white moccasins; I bestemmied so much and then maledicted the dog!” (Mi stavo recando al primo incontro con la mia nuova fidanzata, quando ho pestato un enorme escremento con i miei mocassini bianchi. Ho imprecatissimo, maledicendo il cane!, ndt). Frog ha così formulato la sua ipotesi: maggiore la taglia, maggiore la quantità di defecato, tanto più probabile che le feci vengano pestate, con risultante maledizione e/o malocchio.

L’ipotesi è stata poi verificata scientificamente. Dieci giovani esemplari di Alano della Maiella, in perfetta salute e nutriti a fagioli e Guttalax, sono stati lasciati liberi in Hyde Park per una settimana. Incredibilmente, ben nove sono deceduti all’improvviso e senza apparente motivo. Unica superstite, Stipsy, una femmina con problemi di ritenzione sfinterica.

 

Davide Landi

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