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Papa Francesco: “Non ricordo dove ho messo le chiavi della Porta Santa”. Giubileo a rischio

25 novembre 2015

Città del Vaticano – Se la paura degli attentati terroristici non ha modificato la decisione di svolgere il Giubileo della Misericordia, a mettere a rischio la manifestazione è un evento decisamente più prosaico: Papa Francesco non ricorda più dove ha messo le chiavi della Porta Santa.
Le ho usate proprio l’altro ieri, quando abbiamo fatto il sound check del Giubileo – ha dichiarato Bergoglio – eppure adesso non le ritrovo!

A nulla è servito ripercorrere gli ultimi movimenti, come consiglia la saggezza popolare: “Allora, io ero qui e avevo ancora le chiavi in mano, ne sono sicuro. Poi mi sono spostato in bagno, davanti allo specchio, per il quotidiano allenamento dei muscoli facciali: ho fatto l’espressione da “papa rivoluzionario” che vuole cambiare la Chiesa, quella da “papa affranto” per le sofferenze nel mondo e quella da “papa disinteressato” al potere temporale. Quindi ho giocato a freccette usando il bersaglio con la faccia di Ignazio Marino. Poi sono andato a bere un caffè dal Cardinal Bertone; verso le sei di sera ci siamo spostati in cucina e abbiamo giocato a squash, forse è qui che le ho perse!

Le ricerche, infatti, si sono spostate nell’imponente dimora di Tarcisio Bertone e quindi le cose potrebbero farsi più lunghe del previsto. L’apertura della Porta Santa è imminente e una ricerca accurata nella dimora del cardinale si concluderebbe solo nel 4812, in tempo per la terza venuta di Cristo, come sarà predetto dai Testimoni Evangelici di Mormon Ortodosso, ma in estremo ritardo per il Giubileo del 2015. Così, anziché perlustrare l’intero superattico, il Santo Padre ha pensato: “Ma pergiove (che non esiste) e se guardiamo sotto lo zerbino? Tutte le chiavi stanno lì, l’ho visto in una puntata di Casa Vianello!”.

Ci sono volute 38 guardie svizzere per l’operazione di sollevamento dello zerbino e ciò che è apparso sotto quell’immenso manto rosso ha lasciato di stucco tutti: non solo si poteva scorgere un intero impianto petrolifero, perfettamente funzionante, ma si poteva anche vedere l’inizio di una rampa di scale sotterranea con la scritta “Highway to hell”, una riproduzione scala 1:1 della grotta di Betlemme (Sacra Famiglia compresa) e infine una quantità infinita di barili di Sangue di Cristo, riserva 33 d.C.; insomma, c’era di tutto, ma delle chiavi nemmeno l’ombra.

Il Santo Padre, ormai quasi rassegnato, ha avuto improvvisamente un’idea: “E se dessi la colpa a Marino? Tanto tra froci, buche e preservativi, quello è più odiato di uno con la barba che viene scambiato per musulmano”. Bergoglio si stava già sfregando le sue nobili mani, quando un suo consigliere, Jesus Del Perro, gli ha ricordato che Marino già l’avevano fatto fuori. Il Papa, dopo aver baciato Del Perro dolcemente sulla guancia – facendogli sparire l’herpes – si è rimesso alla ricerca della famigerata chiave. Come ultimo tentativo ha riunito il CPD (Congrega dei Preti Pedofili) per capire se qualcuno di loro avesse preso la chiave per sbaglio per poi lasciarla, sempre per sbaglio, all’interno dell’orifizio di qualche bambino, ma anche questo tentativo non ha portato risultati.

A questo punto a Papa Francesco non resta che una soluzione: il giorno stabilito per l’apertura del Giubileo, si avvicinerà con disinvoltura alla Porta Santa e proverà a bussare: forse dall’altra parte qualcuno risponderà e aprirà quella maledetta porta.

Eddie Settembrini – Marco Bressanini – Silvio Perfetti

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