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Paleontologi scoprono l’anello mancante tra il Velociraptor e Ghedini

11 luglio 2014

VILLAPRESCRITTA – Straordinaria scoperta dei paleontologi dell’Università di Verga Torruta, che durante gli scavi nelle colline attorno al borgo di Pian di Fuga (frazione di Villaprescritta) hanno rivenuto lo scheletro integro di un dinosauro carnivoro appartenente alla famiglia dei Dromaeosauridi. Grazie all’ottimo stadio di conservazione gli studiosi hanno potuto stabilire che l’esemplare presenta notevoli somiglianze con il Velociraptor osmolskae, ma anche tratti comuni al Ghedini niccolensis, creatura ben più evoluta ed aggressiva di qualsiasi altro predatore mai esistito. Gli scienziati hanno battezzato questa particolare specie col nome di Raptor Malorum Defensis

Nell’articolo pubblicato su Scienze e Cavilli dal coordinatore della ricerca, la dottoressa Franca Farla, si afferma che gli esami compiuti sull’esemplare non lasciano dubbi, il sauro è un parente diretto dell’avvocato Niccolò Ghedini.
Le prove sarebbe molteplici e incontrovertibili. In primo luogo, in base alla conformazione ossea e alla sua composizione chimica, si può asserire che la specie in questione adottava metodi di caccia tipici del Ghedini: approfittare della posizione dominante di altri predatori di maggior stazza come il T-Rex Praeiudicatus (più noto come Tirannosauro Nano), vivendone all’ombra e cibandosi dei resti lasciati da quest’ultimo. Un comportamento simbiotico che reca vantaggi anche al T-Rex, poiché il Defensis occultava in questo modo le prove dei suo delitti, rendendolo difficilmente individuabile e perseguibile.

Altro tratto in comune è il particolare artiglio centrale: il Defensis possedeva sotto di esso una particolare ghiandola che secerneva dell’inchiostro, usato per confondere le creature sue nemiche con complicati arzigogoli, privi di significato reale, ma efficaci nel farle desistere.
Con tali caratteristiche la vita del dinosauro non poteva essere che agiata e confortevole. Privo di scrupoli, forte con i deboli e debole con i forti, il Defensis approfittava dell’interazione col già citato T-Rex Nano, ottenendo lauti pasti che difficilmente avrebbe potuto procurarsi con le sue sole forze.

La scoperta getta un ulteriore fascio di luce su quello che ancora rimane un mistero: da quali spregevoli, grandi rettili del passato discendono gli avvocati? Laconico il commento del diretto interessato: “Ma va’ là!”.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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