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Pagina neonazista mostra foto in cui si intravede un capezzolo: sospesa da Facebook

Svastico (So) – Sta suscitando un’ondata di indignazione la chiusura temporanea della pagina Heil Hitler Mein Führer, inspiegabilmente accusata da Facebook di non rispettare gli standard della comunità, pare per una foto in cui si intravede un seno nudo. L’amministratore della pagina, Adolfo H. Itlere, dalla sua casa nel piccolo comune sondriese di Svastico, si dice esterrefatto: “Abbiamo sempre praticato una sana apologia del nazismo, non capisco proprio come possano averci bannato!” e ancora: “Senza di noi, chi difenderà i poveri ariani da tutte le falsità diffuse in rete dalle razze inferiori?”, “Non riesco a immaginare perché mi hanno bloccato!”

Da più parti ci si interroga su cosa possa aver determinato il ban e si analizza il post incriminato. Itlere vi auspicava, come sempre, lo sterminio immediato di ebrei, negri, zingari, omosessuali e la Fornero, e aveva pubblicato una foto del campo di concentramento di Auschwitz: si vedeva il cancello di ingresso con la famosa scritta Arbeit macht frei e alcuni turisti che stavano iniziando la visita della struttura. Ingrandendo la foto, si poteva notare in un angolo una ragazza che non indossava il reggiseno e, per un colpo di vento malandrino che le spostava la maglietta fina (tanto stretta al punto che si immaginava tutto) giunto al momento dello scatto, faceva intravedere involontariamente alcuni centimetri quadrati di seno.

L’incidente sexy ha ovviamente fatto scattare la sospensione di Heil Hitler Mein Führer da parte degli attenti censori di Facebook. Comunque, per la rilevanza e il ruolo sociale della pagina, è stato deciso che la chiusura sia limitata a soli due giorni. Itlere da parte sua ha assicurato che non commetterà mai più errori simili: “Non permetterò che la presenza accidentale di un capezzolo possa impedire di proclamare la supremazia della razza ariana e lo sterminio di tutte le razze inferiori come negri, ebrei, beduini e adoratori di mucche.”

Andrea Michielotto

Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

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