foto: Il Democritico

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Overdose per Pino il pinguino, testimonial Vodafone. Ora è nel club dei 27

12 febbraio 2014

Roma – Stroncato da un’overdose di psicofarmaci, eroina e pesce crudo, una situazione che si verifica con sconcertante ricorrenza nel mondo della musica. E così, dopo altri grandi artisti come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Vasco Rossi (almeno per coloro che credono che il vero Vasco sia morto dopo Colpa d’Alfredo) ed ultima Amy Winehouse, si è spento a soli 27 anni Pino il pinguino, andando ad arricchire quello che è passato alla storia come Club 27.

Molti gli interrogativi lasciati dalla sua morte: per alcuni, infatti, il povero sfeniscide non avrebbe mai del tutto accettato il fatto che la sua voce fosse inquietantemente simile a quella di Elio degli Elio e le Storie Tese. Forse proprio per questo i suoi pezzi funky conditi con un pizzico di rap alla Pino D’Angiò sono stati dei grandi successi ma mai veramente attribuiti al legittimo creatore. Altri biografi e giornalisti vicini all’artista, però, sostengono che lo stato di profonda sofferenza di Pino fosse stato causato dalla fine improvvisa della torbida relazione con la foca Monica, conosciuta sul set di uno degli spot Vodafone.

Una sera dopo l’ennesimo funghetto, infatti, il cantante avrebbe rivelato alla compagna pinnipide che la sua voce gli ricordava quella della Littizzetto. Inorridita, Monica l’avrebbe piantato di colpo nel bel mezzo di un trip allucinogeno, provocando seri problemi alla stabilità già precaria di Pino.

Ma oggi, il giorno dopo la scomparsa, in molti fan piangono la morte del loro amato artista, l’ennesimo ad aver bruciato rapidamente il suo talento a causa della droga, chiedendosi perché, se proprio doveva morire un testimonial, non sia toccato a Panariello.

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