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Ospita un senza tetto, rischia due mesi di carcere

8 giugno 2014

MENTEGODI – Un gesto di altruismo che potrebbe costare caro, quello di Vito Setin, 39enne antropologo noto per la sua tesi “L’ignoranza e l’indifferenza nel popolo dei Tosi”, ora in stato di fermo nel carcere di Mentegodi con l’accusa di troppa umanità.
Erano da poco passate le sette di sera (le 6 secondo i rintocchi del campanile n.d.r.) quando Vito Setin, senza volerlo, incrocia un senzatetto e lo saluta. Due chiacchiere, un bicchiere di troppo e Vito decide d’invitarlo a casa sua.
Fino a qui niente di strano, ma siamo a Mentegodi. E le regole stabilite per i cittadini affisse sui muri, sui portoni delle case, nella piazza principale del paese, sulle strisce pedonali, nelle palazzine, nelle scuole, negli asili, nelle chiese, sugli specchi dei bagni e persino nelle bocciofile, dal sindaco sceriffo Olindo Broghezio sono chiare e semplici.

Eccone solo alcune:

– Dare da mangiare a un senzatetto è sanzionabile con una multa che va da 25 a 500 euro
– Aiutare una zingara ad attraversare la strada: 200 euro
– Fare l’elemosina: 100 euro più il ricavato del mendicante moltiplicato per mille
– Salutare un marocchino: da 20 euro all’accusa di traffico di stupefacenti
– Limonare con una donna che indossa il burqua equivale a perdere tutti i diritti sulla propria persona. La pena si può scontare facendo la cavia per ‘Scherzi a parte’
– Farsi avvicinare da un lavavetri senza investirlo: 1000 euro, con l’obbligo di sintonizzarsi tutte le mattine alle 8 su Rai Radio1 e farsi sfottere in diretta a ‘Fuori Programma’ da Fiorello e Baldini.

Ospitando un senzatetto Vito Setin è andato oltre ogni comprensione.
I vigili, avvisati da alcuni vicini insospettiti dall’odore di Tavernello che aleggiava all’interno del palazzo e dalle note di “Aggiungi un posto a tavola” provenienti dall’appartamento di Vito, fanno irruzione nell’abitazione, come nei migliori campi nomadi, alle prime luci dell’alba dove lo colgono in flagrante in compagnia del senzatetto scambiato sulle prime per Johnny Dorelli. Sono subito scattate le manette: ‘Abuso d’altruismo’ per Vito Satin e ‘Troppa somiglianza con Dorelli’ per il senzatetto. Il coinquilino di Vito, all’oscuro dei fatti, sfoga tutta la sua costernazione ai microfoni di Radio Cielo Duro: “Sembrava una persona a posto, per bene, una volta ha ospitato un gatto, ma i barboni – chiamiamoli col loro vero nome – non sono mica dei gatti. Sono bestie.”

I corridoi del tribunale di Mentegodi pullulano di giornalisti. “Siamo tranquilli. Il mio cliente non ha commesso il fatto ed è totalmente innocente” ha dichiarato l’avvocato di Maldini credendo che la domanda fosse rivolta a lui. “E’ nella merda, come Cassano con l’italiano” è stata invece la risposta dell’avvocato di Vito Setin.

Mentre il padre di Vito, un arzillo novantenne inseparabile dal suo fez e dalla sua camicia nera, ha descritto così la sua preoccupazione per il figlio: “E’ sempre stato una testa di cazzo, si merita di stare dov’è. Ai miei tempi gli avrebbero già infilato una bottiglia di olio di ricino su per il culo. Anche noi ospitavamo i senzatetto, ma solo per testare i manganelli”

Vito Setin attualmente è rinchiuso nella cella frigorifera di una macelleria di Mentegodi (il carcere è sovraffollato di extracomunitari colpevoli di salutarsi tra di loro n.d.r.) per questa sua bravata inconsulta. Rimarrà lì in attesa di processo, dove rischia fino a due mesi di carcere e anche l’ibernazione nella vana speranza di una futura società più civile.
Il senzatetto invece è stato rilasciato, anche se la sua condizione è irreparabilmente compromessa: è Johnny Dorelli.

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