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Ospedale psichiatrico dedica sala a Giuseppe Povia

3 giugno 2015

VAL DI FUORI (MI) – Ha aperto ieri al pubblico la nuova sala convegni ‘Giuseppe Povia‘ della clinica psichiatrica privata Normanno Beitz, struttura d’eccellenza e fiore all’occhiello della provincia milanese.

Il discorso inaugurale del direttore generale, Dott. Luca Eraghei, è stata l’occasione per spiegare i motivi della dedica al cantautore meneghino: “L’idea iniziale era quella di aprire un nuovo reparto dedicato ai suoi fan, ma poi ci siamo accorti che 70.000 di loro erano già ricoverati nelle nostre strutture. Perciò abbiamo deciso di intitolare questa sala a colui che ci ha dato così tanto in termini di clienti: Giuseppe Povia, simbolo di questa Italia che ce la può fare, nonostante le evidenti lacune mentali”.

Eraghei ha anche elencato i notevoli successi negli studi psichiatrici, ottenuti grazie agli esempi forniti dall’artista: i cosiddetti ‘povismi’. Come il ‘povismo da omofobia’, pericolosissima forma di demenza involutiva che porta i pazienti a pensare il mondo come se vivessero nel XVIII secolo, ignorando trecento anni di progressi sociali.

O il ‘povismo xenofobo’, detto anche ‘primaglitalianismo’, grave malattia capace di aggredire e ridurre al 30 per cento le connessioni neuronali, specie in soggetti con carenze pregresse, come dimostra l’estrema diffusione del morbo tra i leghisti. O molte altre forme di infermità mentale scoperte e studiate grazie ai video postati da Povia su Youtube e donati generosamente alla scienza.

Quello della Clinica Normanno Beitz non è comunque un caso isolato. Altre strutture sanitarie hanno intitolato reparti o altri edifici a personaggi illustri ancora in vita. All’ospedale San Bettino Craxi è in funzione da dieci anni il reparto di urologia ‘Marco Pannella‘, inaugurato dopo una lunga contesa col reparto di pneumologia su chi avesse diritto a usare quel nome. A Valentina Nappi è invece dedicato il reparto ginecologia della clinica Santa Sasha da Grey e recentemente è stato dato il nome ‘Sergio Mattarella‘ al Centro Sordomuti di Roma.

Andrea Canavesi e Gianni Zoccheddu

Andrea Canavesi, ma il nome è fittizio, nasce in Europa verso la fine degli anni '60. Da un numero imprecisato di anni vive in un altro continente che inizia con la lettera A, in una località che mi guardo bene dal rivelarne il nome. Al momento si mantiene vendendo otturazioni d'argento su eBay. I suoi passatempi preferiti sono insegnare l'alfabeto Morse ai panda anziani e depistare Scotland Yard.

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