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Oriana Fallaci aveva previsto anche il 2-0 di Francia-Germania

16 novembre 2015

Parigi (Èppersa) – Stando alle rilevazioni basate sui dati dei post pubblicati dopo il sanguinoso attacco terroristico di Parigi, il numero degli esperti di geopolitica in Italia si attesterebbe intorno ai tre milioni, con un margine di errore di tre milioni.

Alcuni, tipo Matteo Salvini, si sono dimostrati più riflessivi, limitandosi a pubblicare parole pacate e distensive scaturite da ragionamenti profondi e sofferti della durata di quindici secondi netti. Altri hanno cambiato la foto del profilo: dal loro selfie nel cesso a uno sfondo raffigurante la bandiera francese sopra il loro selfie nel cesso. Altri ancora hanno magnificato le doti di preveggenza di Oriana Fallaci, leggendaria giornalista fiorentina che dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 era diventata così astiosa verso l’Islam che a sentir parlare di lei Belpietro un po’ s’imbarzottisce.

La sua citazione più famosa è sicuramente: “Non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani”, in questi giorni di lutto rilanciata fino alla nausea su tutti i social network. Secondo i sostenitori della Fallaci, infatti, anche la Army of God (una rete di terroristi cristiani che ha assassinato numerosi medici abortisti), la cinese Eastern Lightning, la Lord’s Resistance Army dell’Africa sub-sahariana, il Fronte di liberazione nazionale di Tripura, la Phineas Priesthood americana, i Concerned Christians israeliani e il norvegese Anders Breivik, non sarebbero terroristi cristiani, bensì cristiano- islamici.

Ma le premonizioni della Fallaci non si fermerebbero alla guerra di civiltà tra l’Occidente rammollito e l’Islam terrorista, bensì si estenderebbero anche all’ambito sportivo. Se, infatti, si leggono attentamente i suoi ultimi romanzi (tra i quali citiamo “La Rabbia e l’Orgoglio”, “Perchè è più brutto un pene circonciso?” e “Beduini di merda”) si capisce bene come fosse previsto un aumento qualitativo della nazionale Francese e la conseguente vittoria sulla Germania, che Orianona immaginava piena anch’essa di giocatori d’origine islamica ma con più credenti sfiancati dal Ramadam e dalle continue preghiere. Le reti di vantaggio della Francia sarebbero state due: una per la Rabbia e una per l’Orgoglio.

Mentre l’hastag #PrayForParis fa il giro del web, è quindi giusto sottolineare come non tutte le preghiere, stando ai seguaci fallaciani, sarebbero efficaci. Varrebbero inequivocabilmente solo quelle dette prime di andare a dormire e rivolte al Dio giusto, non certo quelle pronunciate su un tappetino pulcioso, rivolti verso La Mecca seguendo i canti cacofonici dei muezzin.

Andrea Bonechi

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