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Triton, Guardia Costiera respinge l’imbarcazione indiana che riportava a casa l’altro Marò

26 maggio 2015

Nuova tragedia nel Mediterraneo. I militari di Frontex, l’agenzia europea di controllo delle frontiere che da novembre 2014 guida l’operazione Triton, sono immediatamente intervenuti quando la Guardia Costiera ha intercettato in acque internazionali un’imbarcazione in avaria battente bandiera indiana con almeno 160 passeggeri a bordo. Mai avrebbero immaginato, con questa azione, di creare un incidente diplomatico su scala mondiale. L’India, un po’ per scusarsi, un po’ per ringraziarci delle punizioni di Del Piero, aveva deciso di rimpatriare a proprie spese a bordo del mercantile Curry Black proprio il nostro ultimo Marò prigioniero, Salvatore Girone. Ma a bordo del cargo, in rotta verso l’Italia, è divampato un incendio all’interno di un container che conteneva naga morich ed è rimasta bloccata in mare aperto a sole 2 miglia marine dalla linea di Schengen. Ed è proprio in questa piccolo tratto di mare che si è verificato l’incidente. Infatti, mentre l’operazione Mare Nostrum – che costava allo Stato come girare il remake di Waterworld ogni settimana – aveva un limite, ovvero salvare vite umane spingendosi addirittura nei pressi delle coste libiche, ora invece, con le nuove direttive di Triton, quello che avviene oltre la linea di Schengen viene considerato di competenza degli squali, consentendoci di risparmiare denaro e togliendoci un bel peso dalla coscienza.

Convinto dalle strigliate di Alfano, il colonnello a capo dell’operazione, che aveva l’ordine di intervenire soltanto in acque di competenza, ha contattato via radio l’imbarcazione in avaria avvertendoli che se non avessero oltrepassato una linea immaginaria non sarebbero potuti intervenire né per respingerli né per aiutarli e avrebbero dovuto aspettare l’intervento di una safety boat maltese che a sua volta li avrebbe rimorchiati verso Cipro. Il nostro Marò, nel tentativo estremo di farsi riconoscere, ha iniziato a sparare a un’imbarcazione di migranti proveniente dalle coste del nordafrica che stava per raggiungere la linea di Schengen, ma purtroppo non è riuscito a danneggiare il motore e così gli uomini di Triton sono ripartiti insieme alla ‘carretta’ lasciando la Curry Black in mani maltesi. A Cipro però le cose non sono andate meglio: saputo della presenza a bordo del famigerato fuciliere, i pescatori dell’isola hanno inscenato una protesta sotto la sede del governo, lanciando calamari e chiedendo a gran voce il respingimento del Marò (o in alternativa un’assicurazione sulla vita). Quindi, per evitare una sommossa, la nave è stata costretta a ripartire, non si sa per dove. Immediate le scuse ufficiali del nostro governo per l’incidente diplomatico: “Scusate ma non ce lo aspettavamo, non avevamo nulla per contraccambiare”. Fonti interne dicono che il presidente indiano sia furioso per l’accaduto e che abbia già messo gli occhi su Andrea Pirlo.

Vittorio Lattanzi

 

Inquina il pianeta sin dal 1977, marchigiano doc, è noto alle cronache per la famosa frase "Ahi, no coi denti!" sussurrata a Lady Gaga durante un pompino. Riproducendosi ha reso carta straccia 20anni di lavoro di Darwin, ora è padre di una bambina che ha deciso di chiamare come la nonna materna, Nonna. Attualmente vive.

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