(Foto: Philip Eno)

(Foto: Philip Eno)

Omicidio Kennedy: fermata la pallottola magica che rimbalzava dal 1963

23 gennaio 2015

USA – È di ieri la notizia che è stato definitivamente bloccato il celebre proiettile magico che colpì il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy il 22 novembre 1963 a Dallas.
Dopo aver attraversato il Presidente e il governatore Connally, la pallottola aveva cominciato una serie infinita di rimbalzi seguendo traiettorie che nel tempo l’avevano portata a girare gli Usa e il resto del mondo in cerca di altri Kennedy, non fermandosi neanche di fronte a parenti acquisiti, amici e collaboratori.

L’instancabile pallottola nel 1968 era finita a Los Angeles, dove aveva ferito a morte il fratello di John, Robert Kennedy, e appena un anno dopo era a Hyannis Port, Massachusetts, dove, travestita da ictus, aveva ucciso il padre, Joseph P. Kennedy, Sr. Nel periodo successivo il proiettile aveva poi compiuto una lunga serie di omicidi ‘minori’, venendo assoldato per lavori sporchi in successione da: CIA, FBI, mafia,  Mossad e Scientology, anche se non aveva mai scordato il suo primo obiettivo.

In tempi più recenti, la passione originaria del proiettile si riaccende: nel 1994 vola a New York e, presentandosi con i falsi documenti di un linfoma non-Hodgkin, uccide Jacqueline Kennedy Onassis, vedova del presidente John. L’anno seguente torna ancora una volta a Hyannis Port per uccidere la madre di J.F.K., Rose Kennedy, colpendo con un improvviso attacco di vecchiaia la giovane 104enne.

Nel 1999 (sono anni d’oro nella carriera della pallottola) è poi la volta del figlio John Fitzgerald Kennedy Jr., di sua moglie e di sua cognata, morti in un incidente aereo causato dal proiettile camuffato da maltempo. Seguono diversi altri omicidi che decimano la famiglia Kennedy fino all’ultimo, quello di Letitia Baldrige, assistente di Jackie, colpita a morte nel 2012 dal celebre proiettile magico (anche se alcune teorie complottiste sostengono che sia morta per cause naturali).

L’incubo si è concluso solo ieri, grazie all’intervento dell’ultimo discendente della sfortunata famiglia, John J. Joseph Jakie Junior Robert Fitzgerald Mary Jane J. Kennedy Sr. XII., che ha riconosciuto il proiettile assassino sebbene fosse astutamente travestito da chiodo piantato nella gomma della sua auto e ha provveduto a cambiare il pneumatico prima che un incidente lo uccidesse. La pallottola è stata infine gettata nella colata di una fonderia, come nella migliore tradizione di tutti i film su Terminator.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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