Foto: Ernest F (Own work)

Foto: Ernest F (Own work)

Nuova scoperta: “È la vita la prima causa di morte”

4 febbraio 2014

A poche settimane dalla dimostrazione scientifica della morte come causa più frequente di morte degli esseri umani, una nuova incredibile scoperta è destinata a rivoluzionare le fondamenta della medicina contemporanea.

Ed infatti un team di scienziati italiani ha ribaltato le conclusioni a cui erano giunti, circa un mese fa, i ricercatori sanmarinesi. Sarebbe la vita e non la morte, la prima causa di morte in assoluto.

“Ad un primo apparente riscontro – spiega il prof. Arturo Sciopenauro – la morte sembrerebbe essere l’effettiva causa di morte delle persone. Ma si tratta solo di una causa non ostativa, in quanto la vera ragione della morte risiede invece nella vita. Non è la prima volta che la medicina conosce abbagli simili. Si pensi al caso dell’AIDS: per anni si è pensato che dipendesse dal noto virus HIV, mentre i ricercatori più oculati, tra cui il prof. Joseph Cricket, hanno invece scoperto che l’AIDS non esiste, l’HIV è del tutto innocuo e che invece sono i farmaci ad uccidere i cosiddetti sieropositivi”.

Stando ai risultati raggiunti dal team guidato da Sciopenauro, la vita si contrarrebbe già al momento della nascita (se non prima) e, benché per lunghi anni possa sembrare asintomatica, nel corso di una manciata di decenni porterebbe ineluttabilmente alla morte. “Gli indizi che la vita sia stata effettivamente contratta – si legge nello studio – generalmente risiedono nella respirazione, nell’appetito e nella voglia di topa, sebbene quest’ultima non si manifesti in tutti i soggetti”.

“Ad oggi non esiste una cura per la vita – avverte ancora Sciopenauro – e l’unica effettiva soluzione è nella prevenzione. Se volete che i vostri figli non muoiano, l’unica speranza è non concepirli. Abbiamo infatti constatato che su un campione di 3000 neonati, il 100% risultava affetto dalla vita. Il mio consiglio? Tagliatevi le palle”.

Il Democritico

Da piccolo ho visto il Papa su un elicottero. Da allora ho sempre sognato di pilotare un Papa.

Commenta