(fonte immagine: deviantart.com)

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Non riesce a bere acqua senza tramutarla in vino: Gesù in coma etilico

1 marzo 2015

In quel tempo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, ed i matrimoni già allora erano cerimonie di una mortale noia; e Gesù fu invitato, poiché si diceva che Egli potesse moltiplicare il vino e ciò avrebbe rallegrato la festa.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Shoh’ t’hai’m” che in aramaico antico significa “Dimostra che hai l’x factor”.
E Gesù disse ai servitori: “Riempite i recipienti d’acqua, ed io la tramuterò in Barolo”. E così fu, tra il generale stupore.

Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l’acqua che era diventata vino chiamò Gesù e gli disse: “Diavolo d’un Gesù, hai colorato l’acqua e la chiami vino? Questo al massimo è Tabernacolello”.
L’incredulità divenne ilarità e Gesù ne fu vittima.
Ed Egli disse alla madre: “Questi non han fede in me, sono mescredenti”.
Ed ella gli rispose: “Tenta qualche altro miracolo, non costringermi a dimostrare la tua natura divina mostrando loro il mio imene ancora intatto”.
E Gesù allora annunciò: “Camminerò sulle acque”. L’ilarità crebbe.

Tra le risate di scherno, Egli si tolse le calzature e corse verso la grande piscina.
Ma appena Gesù mise piede nell’acqua, anche questa si tramutò in vino, ed il figlio di Dio, che nella sua venuta sulla Terra, come Horus ed altri suoi predecessori, era stato programmato per camminare solo sull’acqua, colò a picco.
Malauguratamente, il nostro Messia non aveva mai imparato a nuotare, poiché a Lui sempre era parso superfluo, e tanto bevve, che quando i presenti lo pescarono fuori della grande vasca era del tutto ubriaco.
I discepoli cercarono allora di salvare il Salvatore rianimandolo con dell’acqua fresca, ma più gliene tiravano più le sue condizioni si aggravavano; finché fu chiaro a tutti che il Messia era in coma etilico.

Che fine ingloriosa rischiò il figlio di Dio. Fu allora che uno dei suoi discepoli, Giuda, cui parve sconveniente che il futuro saluto tra chi avesse creduto in Lui fosse un’alzata di gomito, urlò disperato: “Non morire così, non ci guadagno niente!” e tentò di aiutarlo, come Egli avrebbe fatto con un cieco, mettendogli la saliva negli occhi. Purtroppo quegli amorevoli scaracchi non lo destarono, anzi alcuni divennero macchie sulla veste già lercia del Messia.
Tutto sembrò perduto. E dunque la madre, soffrendo nel veder i discepoli così affranti, rivelò loro: “Gettatelo nella grotta, tanto poi risorge”.
Ed essi ebbero fede e così fecero, e Gesù davvero tornò, ma non le perdonarono mai lo spoiler.
Tre dì dopo, Gesù era di nuovo tra loro al matrimonio, in tempo per il taglio della torta.

Patrizio Smiraglia

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