salvini-clochard

Neofascisti picchiano clochard davanti agli studi di La7. Ma era Salvini che dormiva

18 marzo 2015

Roma – Momenti di paura per Matteo Salvini, che all’alba di oggi è stato aggredito da un gruppo di neofascisti di CasaPound proprio davanti ai cancelli dell’emittente televisiva La7.

Reduce da un tour de force notturno in televisione, che lo aveva visto ospite a Tg3 Linea Notte, a Protestantesimo, a Mediashopping e a una lezione di Chimica dell’Università Nettuno, il leader del Carroccio si era recato presso gli studi di La7 per partecipare di lì a poco alla trasmissione mattutina Omnibus. Colto da un momento di stanchezza aveva deciso di ingannare l’attesa riposandosi qualche minuto. Così, dopo aver creato una coperta legando insieme le felpe del Piemonte, del Veneto e del Molise (a difesa di Salvini, va detto che nessuno sa bene dove sia), si era concesso un pisolino ristoratore davanti all’ingresso. Ed è a quel punto che è stato notato da un gruppetto di esponenti di CasaPound.

I sei neofascisti, frustrati per non aver trovato nessuno da picchiare durante tutta la notte, stavano quasi per picchiarsi tra di loro quando hanno visto quello che gli era sembrato un clochard addormentato in terra. Immediatamente è scattato il raid. I sei si sono avventati sull’uomo gridando “Barbone!”, “Rifiuto della società!” e “Hai una coperta di merda!”, e picchiandolo violentemente. Poi, mentre stavano per versargli addosso una tanica di benzina (comprata appositamente a Vicenza dal benzinaio Stacchio), Salvini è riuscito a divincolarsi e a farsi riconoscere: “Sono io, Matteo Salvini! Sono quello che sta cercando di darvi legittimità politica fottendosene della Legge 20 giugno 1952, n. 645 che vieta l’apologia del fascismo, coglioni!”. I sei, fermati da una volante della Polizia chiamata da Enrico Mentana – che riposava sul marciapiede di fronte – hanno provato a giustificarsi: “Dormiva per terra, aveva la barba e non era molto profumato: era chiaramente da picchiare”.

Il segretario della Lega Nord, invece, è stato trasportato in codice giallo all’Ospedale Sandro Pertini, da dove in giornata sarà in collegamento con Tg1 Medicina, Medicina 33 ed Elisir, prima di apparire come ospite speciale in una colonscopia.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

Commenta