(Foto: Alessio Nista)

(Foto: Alessio Nista)

“A loro tutti i diritti!” Nascono i corsi per italiani che vogliono diventare migranti clandestini

10 dicembre 2014

MAOME (TO) – Da tempo, in giro per il paese, questa esigenza era nell’aria: “Loro hanno dei diritti, noi no!” L’italiano si sente discriminato rispetto agli immigrati, ecco la verità. E la miriade di leggi che in questi anni hanno sfornato i vari governi, di destra e di sinistra, non è mai riuscita ad attenuare questa sensazione percepita dal Paese Reale.

La crisi è dura, si sa, ma spesso stimola idee e proposte che, in altri periodi, non verrebbero alla luce. Ecco, quindi, la trovata geniale di un gruppo di giovani disoccupati: trasformare l’italiano medio in un clandestino immigrato medio. Lo scopo è quello di portare l’italiano sullo stesso gradino dell’immigrato senegalese, marocchino, pakistano ecc. e di farlo accedere a quei privilegi e sussidi che, a quanto pare, ora gli vengono preclusi. Il corso è stato supportato anche dal ministero dell’Integrazione, che ha dato il nullaosta ai promotori di questa brillante iniziativa.

La questione è stata presa talmente sul serio che si sono già aperti canali internazionali per dare vita a una collaborazione con le ambasciate dei vari paesi interessati. Questo ulteriore passo ha di fatto implementato il progetto, rendendolo ufficiale. Infatti, oltre ad un attestato di frequenza, alla fine del corso, si potranno sostenere esami di Stato per ottenere la nazionalità di un altro paese e diventare, a tutti gli effetti, un immigrato clandestino in Italia.

I corsi avranno una durata di sei mesi con 20 ore settimanali. Ai partecipanti verrà insegnato innanzitutto a disintossicarsi dalla propria italianità. Ci saranno perciò 2 ore di cucina, nelle quali si potranno imparare le varie tecniche per scuocere la pasta, o usare spezie, come il cumino, senza parsimonia. I corsi prevedono inoltre dei tutor per coloro che, dopo un mese di frequenza, non riusciranno ancora a smettere di parcheggiare in seconda fila. Dieci ore saranno di religione, rigorosamente musulmana. Un’ora sarà dedicata alle varie tecniche per manomettere le linguette dei carrelli della spesa e rubare le monete da un euro. Poi, comprese nel prezzo, ci saranno pure le mezze ore di solarium, per avere la pelle più cromaticamente consona al futuro ruolo nella società.

Elogi bipartisan per tale trovata. Perfino Magdi Cristiano Allam ha detto di voler sposare questa nuova frontiera di ‘integralismo’, e di essere pronto per la sua nuova identità: Magdi Cristiano Di Nuovo Musulmano Allam.

Come tutte le favole a lieto fine anche questa ha una sua morale: se Maometto non va alla montagna, gli italiani vanno da Maometto.

Sergio Marinelli

Sergio nasce nel 1976, anno del cazzo, dove l'evento più allegro è il terremoto in Friuli. A scuola gli dicono che ha le capacità, ma non s'impegna e quando lo fa finge di non avere le capacità. Il suo motto è: non fare oggi quello che domani potrebbe essere inutile fare. Non pratica sport, sudare lo mette a disagio. Ora vive a Porto Sant'Elpidio, paese del cazzo, dove la cosa più eccitante è attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate.

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