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Mozart annuncia: “Basta commerciale, mi butto sulla musica indie”

19 ottobre 2014

SALISBURGO (1781) – In barba al pensiero moderno, Wolfgang Amadeus Mozart, discreto compositore, avrebbe dato le sue dimissioni come primo organista dell’arcivescovo Colloredo. Una scelta azzardata, che pone per la prima volta un musicista a confronto con la legge della domanda e dell’offerta.

Stanco d’essere trattato come uno schiavo, spostato a destra e a manca per il diletto dei potenti e per far ballare i principi, il compositore austriaco avrebbe abbandonato ogni velleità di successo derivante dalla musica commerciale, buttandosi a capofitto nella produzione indipendente.

Pronte già sei sonate per pianoforte e violino e l’opera “Il ratto dal serraglio”: Mozart vuole irrompere nella scena indie con gran classe. Anche perché, al momento, è il solo a farne parte: “Finalmente posso suonare libero da vincoli, mischiare musica colta a opere buffe costringendo il pubblico a un ascolto più impegnato, posso sperimentare contrappunti studiati da Haendel e Bach, posso dire in pubblico che sono solito cagare sul mento di mia cugina per diletto senza temere di far sfigurare l’arcivescovo”.

Certo, rimanere comunque famoso senza appoggi importanti dei media sarà dura. Il lavoro che ora ha in corso, “Le nozze di Figaro”, dovrà spartirsi la piazza con lavori di compositori ben più noti, come “Teenage Dream” di Haydn, “Rap futuristico” di Salieri e “Pastasciutta Motherfucka” di Paisiello (feat. Cimarosa).

 

Chiorbaciov

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