PrincipioArchimede

Morto annegato l’obeso che ha confutato il principio di Archimede

5 giugno 2014

Quelramodellago (Como) – “Nooo! Ti dico che non riceverò una spinta verso l’alto pari al pesoooohhhh….” Sono state queste le ultime parole di Al Busto Grosso, mentre balzando da una rupe, si gettava nelle acque del lago di Como. L’uomo, grande obeso italo-americano originario di RickyMemphis (Tennesee) e residente ad Abbiategrasso (MI), si trovava in gita con la famiglia presso la ridente località di Quelramodellago.

“Avevamo percorso circa 30-35 metri dal parcheggio, quando gli è venuta un po’ di fame” – racconta la mamma –“Così ci siamo fermati per il picnicche”. Dopo pranzo, pare sia nata una disputa fra Al Busto e il fratello minore Al Bustino, insegnante di matematica e fisica, riguardo l’esatta formulazione del principio di Archimede.

“Era così convinto che non sarebbe tornato a galla grazie alla spinta dell’acqua, che ha deciso di dimostrarlo gettandosi nel lago”, commenta il fratello.

Le operazioni di estrazione del corpo, conficcatosi sul fondale a -57 metri di profondità, ha richiesto l’intervento di una gru e 18 ore di lavoro. Ancora ignote le esatte cause della tragedia, ma si sospetta che la forza di gravità abbia giocato un ruolo determinante. Probabile anche un problema d’indigestione: l’uomo, infatti, aveva consumato l’ultimo pasto (una piadona farcita con coppa di muflone muschiato) solo 2 ore e 50 minuti prima ed è ben noto che si devono attendere almeno 3 ore prima di entrare in acqua.

Tuttavia, il sacrificio di Al Busto non è stato vano; il principio di Archimede è stato, infatti, così riformulato (come si può vedere dalla relativa pagina di Wikisedia): Ogni corpo snello immerso parzialmente o completamente in un fluido (liquido o gas) riceve una spinta verticale dal basso verso l’alto, uguale per intensità al peso del fluido che occupa nel volume spostato

Davide Landi

 

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