Misure antisismiche. Renzi: “Ponte sullo Stretto sarà collaudato da 100mila anziani col Parkinson”

3 ottobre 2016

MESSINA – In barba a tutti i gufi e ai rosiconi di questo Paese, il nostro amato Premier Matteo Renzi va avanti e procede spedito nel rilancio del progetto della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, che, secondo stime ufficiali, sarà completato dopo la Salerno-Reggio Calabria e dopo il ritrovamento del Santo Graal.

È di oggi l’annuncio, lungimirante, di uno dei primi collaudi a cui la Grande Opera andrà incontro e che sarà finalizzato alla verifica della resistenza ai terremoti. Centomila anziani clamorosamente malati di Parkinson saranno reclutati e posizionati sulla campata unica del ponte, e all’apposito segnale inizieranno a tremare tutti insieme, come fossero un unico grande ospizio.

Questo fenomeno produrrà un indescrivibile scuotimento strutturale. “Il Ponte reggerà – ci spiega uno degli ingegneri coinvolti da Renzi, premendoci una lupara sulla bocca dello stomaco – ci saranno giusto un po’ di vibrazioni, niente di che. In ogni caso, se dovesse accadere qualcosa, se si spezzasse in uno o più punti, trarremmo importanti indicazioni per intervenire e migliorare la solidità dell’opera”. E se dovesse morire qualche anziano (chiediamo non senza rischiare la vita)? “Sarà l’ennesima dimostrazione che i vecchi fanno schifo e non vogliono il progresso del Paese” risponde un portavoce del Governo, materializzatosi sul posto appositamente per rispondere a questa domanda, che aggiunge “Morte a D’Alema”, inspiegabilmente, prima di sparire in una nuvola di fumo.

Gli anziani saranno reclutati con metodo trasparente e meritocratico: quelli che infatti si saranno dimostrati più abili nel seguire i cantieri che accompagneranno i lavori, verranno visitati e assunti. I vecchini con i livelli di Parkinson più gravi saranno ingaggiati seduta stante. Grande attenzione sarà riservata alla verifica della veridicità della patologia e del suo stadio perché, si sa, gli italiani non perdono mai il vizietto del falso invalido.

“In questo modo metteremo a tacere tutti quei maledetti menagrami che dicono che qui è zona sismica e non si può costruire un ponte” continua l’ingegnere con la coppola, prima di essere interrotto da una scossa di terremoto dell’ottavo grado della scala Mercalli. “Dicevo – riprende emergendo da un cumulo di macerie – che qui si può fare tutto, questa dei terremoti è una cazzata. E poi, scusate, pure se lo facessimo antisismico, crollerebbe lo stesso, avete visto che è successo ad Amatrice no? Non scassate tanto la minchiazza”.

A detta di un comitato di grandi esperti corrotti, il Ponte si può tranquillamente costruire in una zona di massima pericolosità sismica come questa e non costituirà un serio impedimento neppure il problema del vento forte. “Giusto per scrupolo, abbiamo predisposto un efficace sistema di collaudo anche per quello” prosegue l’ingegnere. Secondo la bozza preliminare del progetto, infatti, saranno impiegati 4000 grandi scorreggiatori. “Si sistemeranno su alcune chiatte a destra e sinistra del Ponte e daranno fondo alla loro riserva di peti migliori al momento concordato. Il Ponte sarà investito da correnti micidiali, dieci volte superiori a quelle tipiche della zona – che sono già notevoli perché, come certo sapete, qui viene spesso a mangiare Massimo Boldi.

Non ci resta allora che attendere l’inaugurazione di questa magnifica Grande Opera, che permetterà di circolare liberamente in macchina tra Napoli e Palermo senza fermarsi mai – ma proprio mai, mandando all’aria anche eventuali posti di blocco della Polizia. “Non vedo l’ora di essere tra gli anziani prescelti per collaudare il ponte – ci dice un uomo a cui nessuno aveva chiesto niente – oggi ho 32 anni, ma tanto il Ponte sarà pronto tra 50 anni. Anch’io farò parte della Storia”.

Stefano Pisani

 

Stefano Pisani è esperto in Astronomia leggera, Pesca di spalle, Storia della storia, Waffle, Biografie insensate.

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