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MISURE ANTIRAZZISMO: PARI DIGNITÀ PER CHI VOTA PDL

31 agosto 2013

ROMA – Esseri umani come noi costretti a nascondersi da una società malvagia che li giudica velocemente e che ancor più velocemente li condanna. Sono gli elettori del PdL, che nonostante alcune manifestazioni di piazza atte a dimostrare il loro “orgoglio berlusconiano”, nei restanti 364 giorni dell’anno vivono nell’ombra, costretti ad insultare la destra proprio come tutte le altre persone che, ipocritamente, si definiscono “normali”. La società comunista bigotta pensa che si tratti di forme di vita con deviazioni causate da maltrattamenti adolescenziali oppure, abominio degli abomini, che siano malate. Sono pochi gli individui che oggi in Italia dichiarano apertamente di essere pidiellini e negli ultimi anni sono sempre meno i coraggiosi che fanno coming out.

Eppure, secondo i dati del ministero dell’Interno, gli elettori del Pdl ammonterebbero allo stesso numero degli elettori di centrosinistra, e che un lustro fa erano addirittura di più.

Un primo passo avanti lo ha già fatto Papa Bergoglio, che in diverse apparizioni pubbliche si è fatto fotografare abbracciato a persone pubblicamente votanti PdL. “Il compito della Chiesa è anche quello di stare vicino ai reietti delle discussioni politiche da bar. – ha detto dolcemente Francesco –  In fondo non si trova scritto in alcun passo della Bibbia che non si possa votare Silvio Berlusconi”.

Il ministro per l’Integrazione Kyenge, dopo che l’Italia ha subito l’ennesima tiratina d’orecchie dall’UE, ha assicurato che s’impegnerà duramente per far sì che anche i cosiddetti ‘elettori diversi’ riacquistino una loro dignità all’interno della società civile e che possano farsi una vita come le altre persone dichiarando apertamente di essere pro Berlusconi. Le vicende del Cavaliere, certo, non aiutano questo maxi-agglomerato di emarginati, che ora si vedono costretti a parlar bene fra amici delle toghe rosse quando, profondamente, le odiano.

“E’ un cambio culturale profondo che deve maturare dall’educazione infantile tra le mura familiari – ha spiegato la Kyenge – In famiglia ci si deve confrontare tranquillamente senza timore, dire che si vota PdL anche se si ha il padre operaio in catena di montaggio. Vedrete che tra cinquant’anni i nostri figli non distingueranno più uno che apertamente dichiara di essere pidiellino da uno del Pd, ma vedranno solo due persone, due esseri umani. Certo – ha infine precisato – non che mi aspetti che fra cinquant’anni ci sia ancora la politica, l’Italia sarà già un cumulo di macerie da un pezzo”.

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