Senza-titolo-2

Misterioso sfogo dei ruspisti: “Ora basta, non c’entriamo nulla con quel coglione!”

16 giugno 2015

Spianate di Sopra (VA) – Ancora non si conosce l’identità del bersaglio del durissimo attacco sferrato dal segretario del sindacato R.O.M. (Ruspisti Onanisti Multiculturali), Ottavio Mueller: “Ci siamo rotti i ciottoli di queste strumentalizzazioni. Sapete bene di cosa parlo, e vi diciamo una volta per tutte che noi con quel coglione non abbiamo nulla da spartire!“.

Mueller era stato intervistato questa mattina nel programma televisivo Cingoli & Tettone, dalla giornalista Caterina, detta Cater, Pillar, per conoscere la posizione del suo sindacato in merito alla pubblicazione ufficiale del nuovo calendario di Adriana Lima. Il segretario aveva espresso soddisfazione per le misure adottate, per la trasparenza nel metodo ma soprattutto per i capezzoli turgidi.
La discussione si era poi spostata sull’ultimo modello di motori diesel Terex TS, con le parole di elogio del Mueller sulla qualità dei materiali di fabbricazione, sul notevole incremento della potenza motrice e sui capezzoli turgidi della Lima.
L’intervista procedeva tranquilla, quando di punto in bianco il segretario R.O.M. ha interrotto il cronista: “Vorrei approfittare delle telecamere per togliermi un sassolino dalla scarpa. Tranquilli. È una metafora. Negli ultimi tempi i nostri strumenti di lavoro – e quindi anche noi – da sempre simbolo di ricostruzione e di amore, sono stati associati a biechi individui che fomentano un razzismo strisciante, istigano all’odio sociale e tentano di trasformare il malcontento generale dovuto alla crisi in una guerra tra poveri“. Mueller ha poi lanciato la sibillina frase del titolo e dichiarato conclusa l’intervista, glissando però sulla domanda più importante: chi è quel misterioso coglione da cui il R.O.M. prende le distanze?

In serata Mueller ha dichiarato di non riferirsi a nessun uomo in particolare col Q.I. superiore a 97, ma ha anche ribadito che: “Certa gente dovrebbe smetterla di alimentare sentimenti di egoismo e odio da sfruttare per il proprio tornaconto, e concentrarsi sulle cose davvero importanti e su valori universali che dovrebbero vederci tutti uniti e concordi… come i capezzoli turgidi di Adriana Lima“.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

Commenta