(Foto: Lina Teso)

(Foto: Lina Teso)

Ministero del Lavoro: “Il bel tempo danneggia la produttività: abolire la primavera”

13 maggio 2015

Da sempre la primavera è tra le stagioni preferite dagli italiani: si abbandonano le fredde e grigie giornate invernali per andare incontro a delle gioiose ore di luce e di sole. A meno che non viviate a Mantova, in cui le grigie e gelate giornate invernali vengono semplicemente sostituite dalle grigie e afose giornate estive. Ma la primavera potrebbe ben presto diventare soltanto un ricordo per tutti, a parte per i mantovani, che ovviamente non possono ricordarla. A minacciare la bella stagione arriva studio promosso dal Ministero del Lavoro, dal quale risulta che nei mesi primaverili la produzione cala in maniera esponenziale.

“Bisogna vietare la primavera perché distrae il lavoratore, – spiega il dott. Strozzamagutti, Sottosegretario del Ministero del Lavoro con delega allo Sfruttamento – quando fuori fa freddo e buio, il lavoratore italiano tende a concentrarsi maggiormente sul proprio operato, a non distrarsi, a fare straordinari senza lamentarsi e, una volta concluse le ore lavorative, esce soltanto per ubriacarsi, incrementando così non solo i consumi diretti con l’acquisto di bevande, ma anche quelli indiretti: chi guida sbronzo ha più possibilità di sfasciare la macchina e aiutare così il mercato dell’auto. Con l’arrivo del caldo, invece, le donne tendono a vestirsi di meno, distraendo così ancora di più il lavoratore.
Vietando la primavera otterremo due importanti risultati: l’aumento del Pil e la diminuzione dei pensieri impuri, tema tanto caro anche alla Chiesa”.

Rimane comunque il nodo del come abolire la bella stagione. “Stiamo studiando diverse alternative, – ammette il dott. Strazzamagutti – si tratta solo di stabilire la più efficace. La prima ipotesi è quella di costruire uno scudo in grado di oscurare il sole, anche se dall’ufficio marketing ci hanno fatto sapere che lo slogan Venite in Italia, il Paese d’o sole, d’o mare e d’o schermo solare potrebbe creare qualche danno al turismo, senza contare che in Italia non ci sono solo impiegati e operai, ma anche politici, imprenditori e liberi professionisti a cui non sarebbe giusto rovinare le giornate solo perché il lavoratore italiano non è responsabile come quello tedesco, cinese, polacco o antico egizio. Da ultimo pensiamo che questa idea potrebbe portarci a un contenzioso legale con la Fox, sul copyright di un episodio dei Simpsons. Certo, si potrebbero schermare solo le fabbriche e i quartieri popolari, abbassandone anche artificialmente le temperature, ma purtroppo in fabbrica non ci sono solo gli operai, ma anche quadri e dirigenti, che così non riuscirebbero a svolgere al meglio il loro operato. Risulta, infatti, veramente arduo giocare a minigolf senza luce e al freddo, e sarebbe anche difficile commentare le floride forme delle operaie smanicate con cinque gradi sottozero. Per questo stiamo valutando anche una seconda opzione basata su un farmaco che faccia sentire più freddo e impedisca agli occhi di vedere la luce. Abbiamo già fatto qualche esperimento avvalendoci dell’esperienza dello staff medico della nostra nazionale di ciclismo, ma a parte un metalmeccanico che ha scalato lo Stelvio in dodici minuti con un triciclo sgonfio, abbiamo ottenuto scarsi risultati. Se però il farmaco dovesse essere perfezionato si potrebbe partire con la somministrazione a operai, artigiani, insegnanti, braccianti e altri sfigati che non si possono permettere la primavera.

Matteo Adami

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