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Mattarella non sa cosa cazzo fare e si autoproclama re

7 maggio 2018

Quirinale (Regno d’Italia) – A due mesi dal voto, l’impasse istituzionale sembra insormontabile e giorno dopo giorno la fiducia di Sergio Mattarella sembra spegnersi inesorabilmente. Qualcuno aveva già parlato di un Presidente della Repubblica in fibrillazione sin dal giorno dopo la chiusura delle urne. I tentativi fatti da Mattarella sono stati infiniti ed esasperanti. Il Presidente, in questi giorni, ha sviscerato ogni possibile algoritmo per dare una maggioranza politica al Paese: M5S-Lega, coalizione di centrodestra-M5S, M5S-Pd ma senza la corrente renziana, M5S-corrente renziana ma senza PD, Cenrodestra-Pd ma senza PD, PD-Lega-FI ma senza Berlusconi, Lega-PD-FI ma senza il cerone di Berlusconi, M5S-Lega ma senza razzisti, incarico ai razzisti (che sembra essere l’unica maggioranza in Italia).

La prima carica dello Stato le ha provate tutte anche per l’incarico esplorativo: ha iniziato con politici aventi almeno trentasei nomi, per arrivare fino all’ultimo, disperato tentativo, nominando un certo Pio di Trastevere, avvezzo ai compromessi storici, come quello di aver pacificato il derby Roma-Lazio decisivo per la conquista dello scudetto del 2001. Ma nulla sembra essere cambiato e, in questi giorni, la percezione di non avere un Governo è aumentata grazie al fatto che il Premier in carica risulta essere  ancora Gentiloni.

La scorsa settimana era salito al Colle un esperto di cinesica per capire, decifrare, anticipare dal linguaggio del corpo ogni eventuale possibilità proposta dal Presidente, che però è sembrato impassibile anche quando qualcuno ha messo sul tavolo il pre-incarico a Gianni Morandi. Mattarella pare che abbia parlato al telefono col suo predecessore Giorgio Napolitano per chiedergli se avesse qualche monito non ancora usato nei suoi due mandati da prestargli urgentemente. Napolitano, geloso dei suoi moniti, ha finto un triplo arresto cardiaco pur di tenerli per se.

A questo punto è arrivata la decisione irrevocabile e risolutiva. Mattarella ha deciso di prendere la situazione in mano, proclamandosi, senza se, senza ma Re d’Italia. In molti hanno preso la notizia positivamente, al motto: “Almeno è uno solo che magna!”. Antonio Tajani ha prontamente rispolverato la sua tessera del Fronte Monarchico Giovanile, per vedere se almeno in questo scenario potrà diventare Presidente del Consiglio. Tutti si chiedono se questa trovata del Presidente porterà finalmente a un Governo duraturo. Intanto, in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci tempestivamente (una sua delibera è attesa entro 12 anni), il nuovo sovrano Sergio I inizierà a regnare già da domani.

Sergio Marinelli

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Sergio nasce nel 1976, anno del cazzo, dove l'evento più allegro è il terremoto in Friuli. A scuola gli dicono che ha le capacità, ma non s'impegna e quando lo fa finge di non avere le capacità. Il suo motto è: non fare oggi quello che domani potrebbe essere inutile fare. Non pratica sport, sudare lo mette a disagio. Ora vive a Porto Sant'Elpidio, paese del cazzo, dove la cosa più eccitante è attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate.

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