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MAMME NON PARLANO DEI LORO FIGLI: SCOPPIA UNA RISSA

17 dicembre 2013

Trofarello – Tutto è successo di fronte alla scuola elementare Rodari, in un piccolo paese in provincia di Torino. Mancavano pochi minuti al suono della campanella, quando si è scatenato l’inferno. Due delle tante mamme in attesa dei loro bambini si sono messe in disparte per scambiarsi le solite chiacchiere. Ma questa volta sembra che il loro argomento non fosse il solito: quello dei figli.  Tutto sembrava tranquillo, fino a quando un più nutrito gruppo di madri, poco distanti dalle due, ha avvertito il pericolo e lanciato l’allarme. Inizialmente il branco di femmine s’è scagliato contro le due povere vittime con insulti e qualche sputo, poi qualcuna è venuta alle mani. Le due povere sventurate erano prese in discorsi dal taglio filosofico e morale, manifestando, in alcuni passaggi, il loro sdegno per la situazione politica italiana. In dieci minuti, le donne vicine, non avendo udito nessun commento negativo né sulle maestre, né sui compagni di scuola dei loro figli, sono passate alle vie di fatto. All’uscita i ragazzini si sono trovati davanti  una vera e propria rissa da stadio. I poveri pargoli hanno subito tentato di recuperare le numerose ciocche di capelli, districandosi tra le varie sfumature di tinte che andavano dal mogano al biondo platino. A nulla sono valse le lacrime dei loro figli: “La rabbia scaturita da quelle ‘Provocatrici’ era troppa”, dicono alcuni testimoni che hanno assistito alla scena. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha messo fine alla rissa. Le due madri ‘filosofe’ sono state scortate in caserma con l’accusa di disturbo della quiete pubblica.

 

Sergio Marinelli

Sergio nasce nel 1976, anno del cazzo, dove l'evento più allegro è il terremoto in Friuli. A scuola gli dicono che ha le capacità, ma non s'impegna e quando lo fa finge di non avere le capacità. Il suo motto è: non fare oggi quello che domani potrebbe essere inutile fare. Non pratica sport, sudare lo mette a disagio. Ora vive a Porto Sant'Elpidio, paese del cazzo, dove la cosa più eccitante è attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate.

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