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Anziano malato di Alzheimer si dimentica di averlo e guarisce

2 marzo 2014

MILANO – Dal morbo di Alzheimer si può guarire? Fino ad oggi la risposta sarebbe stata “assolutamente no”, ma alla luce della storia che stiamo per raccontarvi possiamo rispondere alla domanda in maniera affermativa. Pippo Baudo (solo omonimo del famoso conduttore) ha 84 anni e da 7 soffre di Alzheimer. O sarebbe meglio dire soffriva; sì, perché il signor Baudo è riuscito a sconfiggerlo. Ma procediamo con ordine: le prime avvisaglie della malattia le ha avute nel 2007; dimenticava i nomi, le facce e le cose da fare. Preoccupata dalle condizioni del marito la moglie Elena Santarelli (solo omonima del famoso calendario) decise di portarlo da un medico, che gli diagnosticò il male. Da quel giorno la loro vita è stata stravolta e costellata di fughe notturne, botte e pessimi risultati a “Saltinmente”. Ma oggi l’incubo è finito: mentre si faceva la doccia in una pozzanghera sulla A1, infatti, il signor Baudo si è dimenticato di avere il morbo di Alzheimer (oltre che di sciacquarsi lo scroto) ed è guarito. Tornato a casa dalla moglie, non prima di aver comprato dei vestiti con cui coprirsi, l’ha abbracciata e, per la prima volta dopo sette anni, non le ha chiesto chi cazzo fosse e cosa ci facesse in casa sua.

Per il professor Matteo Diotifulmini, autore del libro “101 cose da fare se tuo nonno comincia a chiamarti papà”, si è trattato di qualcosa di unico che merita di essere studiato e approfondito, perché potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere meglio la malattia e a sviluppare finalmente una cura efficace. Nel frattempo la Madonna di Lourdes, quella di Medjugorje e Padre Pio si stanno contendendo la paternità della miracolosa guarigione; mentre una troupe de “La vita in diretta” ha sequestrato il signor Baudo e minaccia di non liberarlo se prima non farà commuovere almeno un milione di telespettatori con la sua storia.

Davide Rossi

19 Comments

  1. Penso ci siano modi più creativi e simpatici per far sorridere la gente che scherzare su malattie che fanno soffrire milioni di persone…questo umorismo è peggiore di quello che fa Gene Gnocchi!!!! Pessimo post….!

  2. In effetti mancava ancora qualcuno che scrivesse commenti di questo tipo. Se ragionassimo tutti così ci sarebbero forse al massimo 2/3 argomenti su cui scherzare

  3. Oh maria che sfoggio di buonismo aggratis… Una battuta tipo “sconfigge un cancro al cervello con un colpo di pistola alla nuca, ma rischia di essere sopraffatto dagli effetti collaterali del trattamento” sarebbe stata di cattivo gusto. Quella si. Ma questa proprio no.

  4. Sapete perché lo trovate divertente? Perché è evidente che non avete perso una persona cara per colpa di questa orribile malattia. Ora continuate a ridere.

  5. Vi abbiamo presentato: Moralisti alla ribalta. Ringraziamo Marco e Markus per la loro partecipazione.

  6. Per sua fortuna l’autore Davide rossi non ha mai accudito un famigliare con l’alzheimer e non ha mai provato lo sconforto e il dolore di non essere riconosciuto da una madre, da una nonna, da una persona cara. Altresì non ha mai avuto il dispiacere di perdere una persona per questa malattia. A lei auguro di proseguire la sua vita nell’ignoranza di queste cose, ma faccia un piacere, eviti di continuare a considerarsi comico o a scrivere che fa satira…quello che vedo qui è un lunghissimo post di cattivo gusto che non fa per niente ridere e non ha nulla a che vedere con la satira. Si dedichi ad altre attività, ci faccia questo favore.

  7. Ah perchè piangere e disperarsi per un malato lo fa forse guarire o stare meglio?! Fatevi una risata o buttatevi nel mare con le scarpe di piombo moralisti della minchia!

  8. la mia bisnonna con l’alzheimer era fermamente convinta che io fossi suo marito, in realtà morto nel ’22 in germania… la trovavo una cosa esilarante, un po’ meno quando apriva il gas di notte rischiando di farci esplodere… insomma moralisti del cazzo fottetevi e fatevi una risata

  9. Mio nonno ha contratto una forma di demenza senile, due dei miei zii pure, da giovanissimi, e sono in casa di cura. Hanno entrambi due figlie molto giovani. In famiglia la cosa di fa soffrire molto… E tuttavia, il non mi sono affatto sentita offesa da questo articolo. Fatevi una risata, la vita è già abbastanza dura senza che dobbiate prendere seriamente ogni singola cazzata che vi si presenta davanti!

  10. Quando succedere a qualche vostro parente vicino e vi accorgerete che non sa minimamente chi tu sia, riprovare a fare questa “bella battuta”.
    Tua mamma è morta!! Ahahahah che ridere. -.-” SQUALLIDA

  11. Mo inculat, pedal

  12. …ma perché, semplicemente, chi si offende non smette di leggere i post di questa pagina?
    …o ha solo voglia di gridare ai quattro venti che LUI, LUI PUO’, rivendicando il proprio discutibile diritto a un (fugace) attimo di notorietà, grazie proprio a un evento così drammatico? a questi direi che sì, è assolutamente vero, il dolore pretende serietà, la loro per prima.

  13. Che tristezza mi fate forse non avete malati in casa da accudire 24 ore su 24 vi auguro non solo di non aver mai a che fare con questa malattia ma che nel vs cuore un po’ di bontà riesca ad emergere perchè la vs anima è già persa, fate veramente schifo!!!!

  14. Ho avuto mia nonna con la demenza senile, tra l’altro morta da poco.Pace all’anima suA…..eppure appena letto sta cosa mi sono fatto una sana risata !! Ma cagate di meno il cazzo e fatevela na risata !!

  15. Secondo me il signor Baudo é guarito solo temporaneamente, domani si sveglierà e rapirà Silvana Pampanini per aggiungerla alla sua collezione di salme da giardino, tra le quali capeggiano arcigne le spoglie di Mike Bongiorno, e sarà richiesto l’intervento della Santarelli per liberare l’anziana dalla fulva parrucca.

  16. Quanti bei moralisti, fatevi due risate se volete e non rompete 😉

  17. Secondo me la satira è importante proprio per ridere sulle disgrazie che colpiscono il genere umano. Un mondo dove non si può nemmeno ridere del male che ci accade, sarebbe veramente brutto, sarebbe un mondo di cui non vorrei far parte. E dico questo avendo avuto un nonno che si defecava addosso: dove eravate voi benpensanti che parlate tanto e ve la prendete con l’autore di questo testo di satira mentre io gli cambiavo il pannolone? Grazie a Leggo di esistere, perché mi permette ancora di ridere nonostante tutte le brutture del mondo.

  18. Volevo dire Lercio. Scusate, ma ormai non distinguo più tra i due siti.

  19. E volevo dire anche a Martina che io ho anche avuto l’esperienza di un famigliare anziano che non mi riconosceva: non mio nonno, ma la mia prozia… Che peraltro hanno sbattuto in casa di ricovero dove è morta dopo appena un mese, cadendo dal letto. Maledetti siano gli infermieri di quel luogo di dolore che non la vigilavano sufficientemente. (E comunque non è per questo che non ho mai minimamente pensato di mettere mio nonno in un istituto analogo, ci ho tenuto ad essere io a fargli da “badante” per il rispetto e l’amore che gli dovevo). Eppure trovo questo articolo divertentissimo e scritto in maniera geniale. Anche dovesse un giorno capitarmi di soffrire di Alzheimer, spero che la gente mi trovi divertente e non un peso da sbolognare ad un ricovero del cazzo. E tutti gli altri che mi commisereranno falsamente, che se ne vadano all’Inferno a farselo mettere in culo dal loro padrone Lucifero.

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