videopoker

Macchinetta videopoker si toglie la vita

10 marzo 2013

VICENZA – L’hanno trovata con le dita ancora infilate nella presa della corrente da dove è arrivata la scossa mortale che le ha bruciato i circuiti, appena due giorni prima del ritiro settimanale delle monete. Aveva sei anni, un lavoro sicuro in un bar, e un vizio: quello del gioco. Nel giro di pochi mesi le erano passati per le feritoie qualcosa come 840mila euro. «Chiedo scusa a tutti», ha scritto in un banco di memoria ram indirizzata al marito, assunto nello stesso bar come decoder tv e che aveva cercato di aiutarla in tutti i modi. Le forze dell’ordine sono intervenute alle sette di mattina dopo l’allarme lanciato da un giocatore abituale cocainomane. Da quanto è stato ricostruito la macchinetta aveva sempre avuto la passione per il gioco: all’inizio era solo un passatempo, ma ultimamente sembrava non avesse altra ragione di vita. Il dramma è avvenuto nell’hinterland della città, in uno di quei bar dove non si vince mai un cazzo.

Andrea Canavesi

Andrea Canavesi, ma il nome è fittizio, nasce in Europa verso la fine degli anni '60. Da un numero imprecisato di anni vive in un altro continente che inizia con la lettera A, in una località che mi guardo bene dal rivelarne il nome. Al momento si mantiene vendendo otturazioni d'argento su eBay. I suoi passatempi preferiti sono insegnare l'alfabeto Morse ai panda anziani e depistare Scotland Yard.

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