DeRossi_Felderbaum_1

“Ma che entro io?”: la compagna di De Rossi lo invita a letto ma lui propone Insigne

17 novembre 2017

Roma (Capoccia) – La drammatica sconfitta contro la Svezia ha gettato nella disperazione più cupa tutta l’Italia calcistica, in particolare i giocatori della nazionale. Le conseguenze più devastanti sembrano riguardare un calciatore che non ha neanche preso parte alla Caporetto della partita di ritorno: Daniele De Rossi.

Il centrocampista della Roma non avrebbe ancora superato il battibecco con l’assistente di Ventura che gli chiedeva di iniziare il riscaldamento, rimanendone ossessionato, tanto che avrebbe iniziato a rispondere  “Ma che entro io?” e “Dovemo vince” a chiunque gli chieda qualcosa. 

Gli episodi si sono verificati tutti negli ultimi giorni: martedì sera, per esempio, al ritorno da una cena, De Rossi si sarebbe rifiutato di entrare in casa, costringendo la sua compagna a preparagli un giaciglio per la notte sul pianerottolo. Ieri avrebbe risposto male a un operatore del call center della sua banca che gli chiedeva di entrare nel suo conto online. L’operatore, su suggerimento di De Rossi, ha chiamato Lorenzo Insigne, che però ha risposto di non conoscere la password.

Inoltre pare che questo particolare disturbo si presenti anche quando il verbo “entrare” viene pronunciato in senso figurato: l’altro ieri, infatti, De Rossi ha risposto nel solito modo irritato al suo mental coach che gli chiedeva di entrare maggiormente in contatto con il suo io interiore.

Ma la vetta della crisi è stata raggiunta ieri. La sua compagna, l’attrice e conduttrice Sarah Felberbaum, al culmine di un momento di intimità, gli avrebbe chiesto di possederla. A quel punto il capitano della Roma ha sbarrato gli occhi e con un ghigno sulla bocca le ha detto: “Ma che entro io? Ma chiama Insigne, no?“. L’attrice, per non contraddirlo, ha effettivamente chiamato Lorenzo Insigne, che però ha risposto di non voler giocare fuori ruolo.

La situazione si sarebbe sbloccata solo in tarda serata: De Rossi infatti avrebbe saputo che la nazionale svedese non era ancora ripartita dall’Italia, in attesa che il Ct Andersson finisse di raccogliere le circa 847mila bottigliette di plastica abbandonate nello Stadio di San Siro (alcune risalenti al primo incontro Italia-Svezia svoltosi lì, per le qualificazioni agli Europei nel 1971). Capitan Futuro sarebbe quindi risalito sul pullman, riuscendo infine a scovare 15 giocatori scandinavi disposti a prendere il suo posto, schierandosi con l’insolito schema 6-9.

Andrea Michielotto – Eddie Settembrini

Lo sporco che fa notizia

Commenta