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LO SPELLING DIVENTA INTERNAZIONALE? E DOMODOSSOLA FA RICORSO

5 agosto 2013

DOMODOSSOLA – “Il fatto è che l’indotto turistico per la nostra città è di importanza vitale”: così il Sindaco di Domodossola commenta alla stampa la proposta di Bruxelles di adottare un’ unica computazione (lo spelling telefonico) europea.

Poco distante dal bar dove parliamo col sindaco amareggiato, bancarelle di magliette (‘D di Domodossola’, ‘ti faccio lo spelling’…), souvenir in pregiato legno della val d’ossola, cornici e posaceneri a forma di “D”. Ma in base al nuovo protocollo previsto, tutto ciò rischia di sparire. E noi ci abitueremo a dire “D di Delta”.

“Gli occupati nel settore della ‘D’ sul suolo comunale sono circa 4500 (un quarto della popolazione. ndr)” sottolinea il primo cittadino, “e molte sono le aziende sul territorio che sul marketing della lettera di Dante hanno costruito una tradizione industriale e familiare”.

“E’ un fatto di identità e di storia che non ha senso sradicare” si unisce al coro il sindaco di ‘E’ di Empoli, che dalla Toscana ci ha raggiunti per fare fronte comune. “A Firenze o Roma certamente poco importerà di questo cambiamento, ma per noi è stato un fulmine a ciel sereno”.

Mentre tra gli abitanti domina lo sdegno, in attesa di sapere se e quando la norma europea entrerà in vigore, i turisti riempiono la memoria delle proprie fotocamere di ritratti accanto al cartello stradale con la ‘D’ di Domodossola. Prima che sia troppo tardi.

Mario Tobeb

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