(Foto: www.peacelink.it)

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Dio pubblica status su Facebook: “La mia ira su chi ruba gli aforismi”

14 luglio 2013

AL DI LA’ – E’ un Dio iracondo quello che condanna gli utenti di Facebook che non citano le fonti per sembrare, agli occhi degli idioti, più brillanti e pseudo-intellettuali. L’intervento di questa mattina, che Dio ha voluto pubblicare su Facebook, è chiaro: “Non sopporto chi usa l’arte di altri per farsi bello, c’è pure chi ti cancella i commenti quando fai presente che quella frase, quella battuta o quel pensiero è stato già detto e/o scritto da Tizio o da Tal dei Tali – su questi si abbatterà maggiormente la mia ira”. I teologi più attenti temono che Dio possa tornare ad essere quello del Vecchio testamento e che un nuovo genocidio possa essere perpetrato ai fini di togliere dal mondo la gente che scrive su Facebook status con frasi prese dai libri per poi battezzarli come propri. A voler leggere tutto il chilometrico status dell’Onnipotente non c’è effettivamente da stare tranquilli. Ha ipotizzato un’apocalisse anticipata, altro che crisi economica.

Dio ha poi concluso: “Delegherò ai miei santi in paradiso di fare un’ispezione approfondita e accurata di ogni singolo profilo Facebook. A confronto la visita della Guardia di Finanza ai commercianti sarà uno spettacolo comico”.

Lercio invita quindi i lettori a citare sempre le fonti invitando anche a spargere la voce. C’è un genocidio da evitare. Il 98% delle persone non condividerà questo articolo, se fai parte del 2% e se hai cuore condividi, ne va della vita dell’intero pianeta.

Claudio Favara

(Catania, 1982). Studia tantissimo per poter lavorare nei call center prima, come trascrittore poi. Per arrotondare fa l'orso nelle fattorie della bile cinesi.

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