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LAUREATI IN OPERATORE DI CALL CENTER: CI OFFRONO SOLO POSTI DA RICERCATORI

31 luglio 2013

CAMERINO – Da poche settimane sono usciti i primi Dottori del nuovo Corso di Laurea in Operatore di Call Center. Istituito nel 2009 dall’allora Ministro On. Mariastella Gelmini per agevolare l’incontro tra università e mondo del lavoro, il corso ha durata quadriennale e prevede lo studio approfondito di molteplici discipline: dall’italiano alle lingue straniere (per comunicare in modo appropriato con clienti di tutto il mondo),  dalle telecomunicazioni all’elettronica (per conoscere e sfruttare al meglio le caratteristiche delle cuffie e dei sistemi telefonici computerizzati), dal marketing alla psicologia (per convincere efficacemente gli interlocutori ad acquistare prodotti o servizi e affrontare con successo le loro lamentele).

All’Università degli Studi di Camerino – tra le prime ad attivare la nuova facoltà – i primi 10 studenti hanno completato brillantemente il loro percorso accademico. Ma dopo tanta fatica si sono dovuti scontrare con la dura realtà della crisi in Italia: nessuno di loro ha ancora trovato un’occupazione consona alla loro formazione.
“Ci offrono solo posti da ricercatori: in paleontologia, astrofisica, filologia romanza, archeologia”.
“Così si mortifica la nostra professionalità”.
“Non vogliamo contratti a tempo indeterminato: sono un freno alla nostra crescita individuale”.
“Ci danno 2000 euro netti al mese, dobbiamo pagarci un sacco di tasse!”.

Queste sono solo alcune delle lamentele denunciate da Nino Telefo, Presidente della COCCA (Confederazione Operatori Call Center e Assimilati), che non nasconde la sua grande preoccupazione: “I nostri laureati sono frustrati, ma la cosa peggiore per il futuro del paese è la fuga di cervelli.  Proprio oggi uno dei dottori più brillanti ha rifiutato un posto da archivista bibliotecario: per inseguire il suo sogno si è trasferito in una baraccopoli di Mumbai e ora finalmente lavora nel più grande call center indiano.”

Andrea Michielotto

Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

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