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Lampedusa, disavventura per la Kyenge: affitta un pedalò e viene scortata al centro d’accoglienza

10 settembre 2015

Contrada Imbriacola – Doveva essere una giornata di totale relax quella dell’ex ministro dell’integrazione Cécile Kyenge. Dopo un mese e mezzo di vacanze passate sul suo yacht privato ‘SetteMarò’ era sicura di meritarsela. Così, dopo una frugale colazione a base di crostacei di Davan, ostriche francesi e caviale albino accompagnato da vodka sunrise e cappuccino con doppia schiuma costata la bellezza di un euro e dieci centesimi, Cécile Kyenge decide di avventurarsi sul lungomare di Lampedusa per respirare a pieni polmoni una salutare boccata di iodio. Sarà stato il più famoso distillato sovietico di primo mattino o la doppia schiuma, troppo doppia per i suoi gusti, oppure un’ostrica avariata, sta di fatto che l’ex ministra zigzagava sul lungomare come il miglior Alberto Tomba tra i paletti di una pista da sci. Giunta all’altezza del suo chalet preferito ‘Bagni Pontida’, la Kyenge decide di noleggiare un pedalò e di spingersi più a largo possibile (ma comunque nei limiti del trattato di Schengen) per non essere paparazzata a vomitare in spiaggia, con lo scopo di scongiurare l’ennesimo viscido articolo di Catena Umana.

Mai si sarebbe immaginata di rimpiangere gli epiteti a sfondo razzista di Calderoli o la valanga di insulti di stampo antisemita che piovono ogni giorno sul web da parte di centinaia e centinaia di teste di cazzo. Tra questi anche Nazareno Nazi, lo storico bagnino del Bagni Pontida, convinto che ‘questi sporchi negri vengono a casa nostra a rubarci il lavoro‘ e ‘anche gli oranghi non sanno più dove andare perché gli rubano il posto negli zoo che poi sono costretti a chiudere rendendo infelici migliaia di famiglie italiane‘. Quando Nazareno Nazi ha visto l’ex ministro barcollare verso di lui per chiedere di affittare il pedalò ormeggiato sulla spiaggia non ha avuto un attimo di esitazione: era la sua grande occasione affinché i suoi commenti razzisti su facebook non restassero più solo commenti. Gentilmente la fa accomodare sulla ruota del camion appesa all’interno del parco giochi per i bambini e, degno di un sabotatore del Battaglione San Marco, sfila i tappi del pedalò per Cécile.  Una volta al largo la Kyenge ha cominciato lentamente ad affondare. “Sulle prime ho pensato che si trattasse della colazione un po’ troppo costosa. Poi ho pensato che fosse la fine. Mi è passata davanti tutta la vita, 16 dei miei 38 fratelli, Calderoli, la diaria da 260 euro al giorno, la pensione milionaria e infine anche quel razzista di merda di Nazareno Nazi. Proprio mentre le speranze venivano meno Cécile sente una sirena: All’inizio mi è sembrato di vedere gli angeli che venivano a salvarmi, ha dichiarato subito dopo essere stata messa in salvo mentre ancora sotto shock firmava i moduli per i 35 euro giornalieri a cui avrà nuovamente accesso ripassando dal via. Purtroppo per i credenti però, si trattava della Guardia Costiera che, abituata a queste situazioni di routine, l’ha tratta in salvo e, senza neanche guardarla in faccia, l’ha scortata al più vicino centro d’accoglienza.

Per l’ex ministro Cécile Kyenge molta paura e tanta indignazione, ma è bastata una telefonata per farla rientrare al suo albergo giusto per una lauta cena a base di crostacei di Davan, ostriche francesi e caviale albino accompagnato da Moscow mule e champagne a doppie bollicine. Aveva un bel dire Mina quando nel 1967 cantava ‘Vorrei la pelle nera. Nel 2015 in Italia non vale nemmeno più la pena aver passato un anno da ministro se poi vuoi goderti una giornata di relax al mare ma hai la pelle nera.

Silvio Perfetti e Vittorio Lattanzi

Foto: Gabriele Zecchino

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