L’Accademia della Crusca si arrende: “Scrivete qual è con l’apostrofo e andatevene affanculo”

15 ottobre 2013
Villa_medicea_di_Castello_Facciata_vista_frontale

95 Comments

  1. Mi infastidisco molto quando commetto degli errori, ma sono anche conscio del fatto che la lingua è una cosa in continua trasformazione… ed è giusto che sia così.

  2. Evoluzione non significa involuzione. Se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori che si commettono facendoli passare per evoluzione della lingua, credo che anche il congiuntivo ormai abbia le ore contate.
    Non è giusto. Bisogna imparare, non lasciar passare.

  3. @Demetrio: “credo che anche il congiuntivo ormai AVREBBE le ore contate. Se si fanno critiche sull’utilizzo dei verbi, sarebbe il caso di utilizzarli in modo corretto 😉

  4. Evoluzione significa cambiamento. E il cambiamento non è né buono né cattivo ma va verso la semplificazione e l’ottimizzazione. Se un determinato segno grafico, un tempo verbale o una parola diventa desueta o viene sostituita da un’ altra significa che ai fini della comprensione è indifferente o addirittura migliore, ed è a questo che serve una lingua, a FARSI CAPIRE. La lingua non la fa un’accademia mangia soldi.. La lingua la fa il POPOLO.

  5. O madre mía chef colombard… Correggere un corretto congiuntivo con un errato condizionale.
    Va bene l’evoluzione della lingua, ma l’uso formale dovrebbe essere dettato da regole non facilmente mutabili

  6. Grande chef…tu si che ne sai…o devo dire ne sapresti ahahah

  7. Ma si!! Ma leviamolo pure da “un amica” l’apostrofo.. Leviamo gli accenti che impicciano, e togliamo pure st’acca da Hotel che tanto non se Sente!!! Rimodernizziamoci… È questo il progresso italiano!!!… Ma li mort…… Poro Dante… Poro Manzoni… Poveri noi…!!!

  8. MA POVERA LINGUA ITALIANA. QUANTE PERSONE NON SANNO I VERBI. SONO LA BASE PIU’ IMPORTANTE DI UNA LINGUA…..:(

  9. Chef colombard, una ripassatina al congiuntivo andrebbe fatta urgentemente.

  10. Ahahah! Confermate l’articolo nel correggere Chef! “Credo che, se dovessimo…,avrebbe le ore…”. Il fatto che sia scritto prima, non cambia la grammatica. Ha ragione.

  11. Incredibile che tutti attacchino la giusta correzione di chef proprio in un post che dovrebbe far riflettere sulla grammatica ahahahah e dire che la frase é così cacofonica che non capisco come sia possibile una cosa del genere…fermatevi a riflettere un momento almeno!

  12. infatti e’ un condizionale ,bravo chef

  13. Ma davvero non avete compreso l’ironia di chef c. (Non brillantissima)? In ogni caso qual’è con l’apostrofo me lo propone il correttore di Android….

  14. Perché, qual’è non si scrive con l’apostrofo?

  15. Non sono solo i verbi ma anche l’appropriatezza dei plurali e la lingua in generale! Anche i giornalisti commettono degli strafalcioni linguistici e nessuno li corregge! Vogliamo parlare delle “donne in ‘cinte’ ” la donna in gravidanza è in ‘cinta’ le donne sono ‘in cinta’ la condizione non cambia e non si ‘pluralizza’!!! Eppure in tv e nel corrente parlare le donne gravide in automatico diventano ‘in cinte’……

  16. Uli.ulisse, meno male che ci correggi tu!

    (Occhio però che “incinta” è una parola sola e si scrive tutto attaccato)

  17. Per coloro che hanno criticato il mio intervento:
    proviamo a semplificare la frase eliminandone gli elementi non strettamente necessari, concentrandoci solo sulle forme verbali:

    “Se dovessimo tollerare tutti gli errori, anche il congiuntivo abbia le ore contate”

    non è corretto. La forma corretta, come ho già scritto, è:

    “Se dovessimo tollerare tutti gli errori , anche il congiuntivo avrebbe le ore contate”

    Tecnicamente si chiama concordanza dei modi e dei tempi verbali, nozione che dovrebbe far parte del bagaglio culturale di chiunque abbia superato quello che un tempo si chiamava Esame di Terza Media. 😉

  18. @Uli.Ulisse: “incinta” (scritto tutto attaccato) è un aggettivo, pertanto deve accordarsi con il nome al quale si riferisce (in questo caso la donna). Quindi, donnA incintA e donnE incintE.

  19. L’uso dei verbi appropriati e la loro concordanza dovrebbe essere bagaglio culturale di ognuno già al termine della scuola primaria! Se ci si lavora con impegno il successo è assicurato.

  20. Tutto il problema (anzi i problemi) è alla base della nostra istruzione. La scuola itagliana è in puro decadimento da decenni. La colpa non è da attribuire al momento evolutivo (?), ma alle nostre istituzioni scolastiche inbarbarite per fini economici.

  21. donna ok ma di ‘cinta’ senese? 😀

  22. Chef, non riesco a cogliere questa sua saccenza linguistica totalmente inappropriata e fuori luogo. Lei si è completamente rigirato la frase per darsi ragione da solo, togliendo la parte focalizzante della frase stessa che indica la forma verbale da utilizzare: “credo CHE”. Il “che” non è collegato al “credo” ma al verbo che lo seguirà, pertanto la forma verbale che l’altro utente stava utilizzando era un congiuntivo che Lei sta tentando di spacciare come condizionale. “Che abbia ” è assolutamente la forma corretta, così come forma di cortesia sarebbe l’essere meno saccenti e tenersi sempre dentro un minimo di dubbio che forse quello che abbiamo detto possa essere errato.

  23. Chef Colombard, hai tagliato via un pezzo di frase fondamentale (la principale, mica scherzi).
    Non puoi ridurre la frase a: “Se dovessimo tollerare tutti gli errori , anche il congiuntivo avrebbe le ore contate”, perché la frase originale era: “Se dovessimo tollerare tutti gli errore, CREDO CHE anche il congiuntivo ABBIA le ore contate”.
    Ci vuole _necessariamente_ il congiuntivo, poiché è subordinata alla principale (credo che…).
    Analisi della proposizione che si fa in terza media o giù di lì, direi…

  24. la domanda è? faresti fare modifiche strutturali ad un palazzo da persone che non sono esperte anche se gli stili o le tecniche sono un po mutate e ti vuoi aggiornare?
    Cosi prima di cambiare una lingua devi almeno conoscerla piuttosto bene. Solo chi ne è padrone può pensare di aggiornarla, i neologisti li creava D’annunzio mica Luigino il macellaio sotto casa!?

  25. sorry, neologismi(errore di digitazione)

  26. La lingua, essendo utilizzata da tutti, da Luigi il macellaio e il grande e irraggiungibile D’Annunzio, può essere democraticamente migliorata (snellita o appesantita) da CHIUNQUE. Sarà il popolo che la utilizza a decretarne l’efficienza, macellaio e intellettuale compresi

  27. Rimango convinto che nella lingua Italiana non debba esistere democrazia: la lingua Italiana è così, va insegnata così e si impara così. E per mettersi contro ad un purista della lingua bisogna, almeno, essere al suo pari: il resto sono solo chiacchiere da bar.
    P.S.: scusate, ma la frase corretta scivola via molto più velocemente della frase originale. Si sente anche ad orecchio che c’è qualcosa che non va in quella originale…

  28. Il fatto che si pensi che la lingua sia immutabile, è palesemente e storicamente sbagliato. Ma ancor peggio, il fatto che uno strumento di tutti e per tutti debba essere inappelabilmente (questa è mia) gestita solo dagli “illuminati” è il riflesso di un conservatorismo ormai fuori tempo

  29. Povero Itagliano…

  30. il linguaggio è succubo dei mass media, che lo indossano come un guanto di latice

  31. Mortacci vostra non avete proprio nulla da fare…

  32. Anche la matematica è usata dal popolo, quindi semplifichiamo ed ottimizziamo pure quella come ci pare! Io ad esempio preferisco ricordare le moltiplicazioni con il metodo delle assonanze, che è più semplice da ricordare delle odiose tabelline. Quindi otto per otto sessantotto (o quarantotto, a seconda del contesto), sette per sette cinquantasette e quattro per quattro quarantaquattro. Occhio che con questo metodo decade anche la regola per cui “Invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia”. Infatti sei per sette fa quarantasette, ma sette per sei, ovviamente, fa quarantasei.

  33. interssante teoria 😀

  34. La semplificazione sembra esista anche in matematica (ricordiamo la riduzione in minimi termini) ma non è questo il frutto del discorso, anche perché non si può paragonare un linguaggio che riflette la perfezione dell’universo con un altro linguaggio che aderisce alla natura umana che..naturalmente muta ed evolve! La lingua stessa è la semplificazione tramite cui noi comunichiamo la complessità e la varietà di ciò che ci circonda:il fatto che in inglese il nostro “ombra” si traduca in due modi differenti fa dell’inglese una lingua più complessa? Quindi, a parte l’intrinseca natura semplificante della lingua, continuo a sostenere che essa non può essere presuntuosamente gestita solo ed unicamente da chi ne trae profitto, è più legittimo che lo faccia chi la utilizza per vivere..macellaio operaio avvocato e professorone che sia

  35. Massimo Bacilieri, il periodo ipotetico del secondo tipo ha un congiuntivo imperfetto e un condizionale presente. “Credo che” è indicativo, quindi “se dovessimo” è subordinata di “abbia le ore contate” e ci vuole il condizionale presente (“avrebbe le ore contate”).

    L’alternativa è “Se dovessimo … crederei che il congiuntivo abbia le ore contate” che non sta per niente in piedi.

  36. Veramente il problema sono la virgola e il “credo che”! O si scrive: “Se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori che si commettono facendoli passare per evoluzione della lingua…! Io credo che anche il congiuntivo ormai abbia le ore contate.”, staccando le due frasi, oppure: “Se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori che si commettono facendoli passare per evoluzione della lingua, anche il congiuntivo ormai avrebbe le ore contate.”, come ha ben suggerito qualcuno. È il “credo che” che è usato male.

  37. CHEF
    non hai tenuto conto che Demetrio ha inserito nella sua frase il verbo
    “credo” che autorizza la declinazione del verbo nella maniera corretta:
    “…credo… che… ABBIA…”!
    Addirittura non sarebbe nemmeno scorretto
    (per via della “consecutio temporum”)
    usare anche il presente:
    “…credo… che il congiuntivo HA le ore contate…”
    che rende la frase meno “opinativa” e più “affermativa”.

  38. Va tutto bene, si possono accettare le mutazioni della lingua a patto che quando si scrive il lettore riesca a capire il senso della frase. Credo che sia inutile modificare qualcosa se poi la frase diventa incomprensibile ai piu’, giusto? Io vivo in Canada e ricevo e-mail tutti I giorni da parte di canadesi che stanno dimenticando come si scrive correttamente in inglese, a volte capire il senso di quello che dicono e’ quasi impossibile (scambiare ‘it’s’ con ‘its’ e’ davvero assurdo e ridicolo), sarei felice se l’italiano scritto mantenesse una certa precisione. Questicnon sono dettagli, la lingua e’ la spina dorsale dell’identita’ di un popolo e vederla sprofondare nell’ignoranza e’ triste e sconfortante

  39. Caro Alessandro, c’è una bella differenza tra scrivere “un idiota” e “un’idiota”, a meno che tu non voglia annullare anche la parola “un”. A quel punto nascerebbe però il problema di scrivere “uno idiota” con o senza virgola infrapposta, mentre un’idiota non crea problemi alcuni rispetto a “una, idiota”.

  40. Raga ma siete tutti scemi? Chef ha ragione.

    Se fosse > allora > sarebbe

  41. E se volete ricollegare “abbia” a “credo che” allora c’è un errore di sintassi, la frase è costruita male.
    “se fosse verde, credo che sia un albero” è una frase inascoltabile.

  42. Aggiornamento dall’Accademia della Crusca:
    Scrivete anche “credo che abbia” o “credo che avrebbe” come ve pare e andatevene affanculo.

  43. un vaffanculo a tutti quelli che hanno corretto chef colombard!
    (erano talmente tanti e sicuri di sè, che per un attimo hanno fatto dubitare anche me, sigh)

  44. Ma han detto proprio cosi’?

    Ma “qual’e'” non si scrive con l’apostrofo?
    Io l’ho sempre scritto cosi’.
    Non immaginavo , che dietro, ci fosse tanta gazzarra per sta’ cosa.

  45. ma come si fa a non essere d’accordo con Chef Colombard?? la frase “Se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori che si commettono facendoli passare per evoluzione della lingua” è la proposizione condizionale da cui dipende la possibilità che avvenga o no quanto espresso nella principale, ossia “credo che anche il congiuntivo ormai avrebbe le ore contate”, nella quale il verbo deve essere al condizionale (ovviamente sarebbe corretto se si fosse scritto solamente la frase “Credo che anche il congiuntivo ormai abbia le ore contate”, senza però mettere prima la proposizione condizionale. Oltretutto suona propio male come dice hey_jude :-)

  46. Ahi! Ahi! Signora Longari, mi è caduta sull’ uccello!
    Aldebaran PROPRIO si scrive con la R fra la P e la I…..

  47. Ricapitolando: la principale, in questo caso, è una “proposizione oggettiva” la cui subordinata costituisce, però, l’apodosi di un periodo ipotetico.
    Ed è proprio il caso in cui la subordinata dell’oggettiva può richiedere l’uso del condizionale anziché quello del congiuntivo.

    “Un’oggettiva può essere costruita anche con il condizionale:

    – nell’apodosi di un periodo ipotetico

    Credo che ti saresti trovato bene se fossi venuto a trovarci”

    Cit. dalla “Grammatica italiana” della Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/proposizioni-oggettive_%28La-grammatica-italiana%29/

    In soldoni, Chef tiene ragione.

  48. Avendo avuto il piacere e l’onore di seguire il corso di Linguistica Italiana tenuto dal professor Porro (ormai in pensione!) dell’università statale di Milano, ed avendo inoltre sostenuto un esame da 30 e lode sempre con lo stesso, mi permetto di dire la mia.

    La lingua è in continua evoluzione. Gli errori di ieri sono le regole di oggi. Ci sono lingue sempre più vicine alla loro forma “definitiva”, ossia che hanno meno possibilità di incamerare nella loro forma “ufficiale” gli errori popolari, poiché se ne presentano sempre meno. Si tratta di lingue quali l’inglese o il francese, il cui uso (e conseguente evoluzione) si attesta sin dal Medioevo.

    Per quanto riguarda la lingua italiana, fin dalle medie tutti noi abbiamo avuto a che fare con la “questione della lingua”, ovvero quel dibattito che si è svolto in Italia durante il 1800, dove i grandi intellettuali del futuro Stato unitario cercavano di trovare una lingua per l’appunto unitaria, valida in ogni parte del paese.

    Questa scelta ricadde sul dialetto fiorentino del 1300 (Dante, Petrarca, per intenderci).

    Una lingua che nessuno parlava più, dato che in 500 anni anche a Firenze le cose erano un po’ cambiate…

    Noi parliamo una lingua che era già bella che morta, e lo facciamo “solo” da 150 anni! Mi sembra normale che ce ne siano di evoluzioni da subire ancora…

    Dobbiamo accettare il fatto che la nostra lingua è troppo “giovane”, ed ha sicuramente bisogno di assestarsi e migliorarsi. Rimanere legati al “vecchio” non sempre è sinonimo di correttezza: rifiutare il fatto che un determinata forma colloquiale sia dilagante, è assurdo.

    Gli errori di oggi, sono le regole di domani.

    Grande Lercio!

  49. Sì ma poi che minchia di evoluzione sarebbe aggiungere un apostrofo dove non ce ne è bisogno?!? o_o

  50. Sara, complimenti per il 30 e lode e per l’esposizione di un pensiero razionale e lineare. Ma dovresti ripetere l’esame di punteggiatura. Le virgole non si lanciano a manciate sul testo. Nell’ultimo periodo hai usato una virgola per separare il soggetto (gli errori) dal predicato (sono). Più volte hai utilizzato la virgola prima della congiunzione. Si tratta di un’evoluzione linguistica che porterà all’uso della “Oxford comma” anche nel nostro idioma?

  51. Siamo arrivati al punto in cui le virgole si evocano da sole per segnalare l’uso improprio di esse stesse.
    Il mondo sta per finire.

  52. se insistete che quel “credo che” debba essere seguito dal congiuntivo presente (per erregi: non so come potresti giustificare “credo che ha” con la consecutio temporum, meglio che ripassi) allora è il resto della frase ad essere sbagliato: se tolleriamo tutti gli errori credo che il congiuntivo abbia le ore contate. Una nota: questo tipo di trasformazioni linguistiche ci hanno portato a parlare italiano invece che latino. La lingua si trasforma inesorabilmente e molto velocemente attraverso le generazioni.

  53. Un minuto di silenzio per tutti coloro che hanno autorevolmente dato del condizionale al verbo “avrebbe”.

  54. Salve Sara, ma al corso di Linguistica dell’Università Statale insegnano il significato di “ovvero” ?
    Mi risulta che sia un avversativo e non significhi “cioè” come da te utilizzato.

  55. In Italia c’è molta ignoranza. Si sentono e si leggono cose che fanno… rabbrividire. Ad esempio, in facebook (dove ci scrivono in troppi, se non tutti, cani e porci) vedo spesso “un’altro” scritto con l’apostrofo! Mi arrabbio. Ma addirittura inorridisco quando lo leggo sui giornali, anche su giornali importanti! Ma il livello medio del giornalismo in Italia era chiaramente più professionale una volta.

  56. È formulato male il commento di Demetrio dal momento che lo lascia inconcluso aprendo una parentesi, con una virgola, che non chiude. O si completa la frase troncata dalla virgola che attualmente si interrompe col punto o si toglie la virgola e si rende condizionale anche il secondo verbo.

  57. Mi correggo. Nella frase: “…, credo che…” la virgola e il “che” includono la parola “credo” in una “parentesi” che estranea la parola “credo” dalla frase principale.
    A questo punto deve formularsi al condizionale anche il secondo verbo della frase.
    Saluti

  58. @Javier: se non è condizionale, “avrebbe” che modo è?

    My two cents: la frase di Demetrio ha qualcosa stona un po’ anche a me, ma non la correggereibcome chef. Direi piuttosto che egli intendesse un periodo ipotetico del primo tipo, e che semplicemente vada aggiustato il primo verbo: “se dobbiamo”, anziché ” se dovessimo”. Per dare giuste correzioni, bisogna cercare di intendere il senso della frase nella mente dell’autore.
    Tra l’altro, questo esempio palesa le difficoltà di comprensione che si rischiano eccedendo con le semplificazioni. Secondo me, lo snellimento e l’ammodernamento della lingua è senz’altro una pratica naturale e inevitabile, ma deve venire dall’alto, ossia da chi ha cultura linguistica e pratica di lingua profonda e consapevole, e conosce le regole che intende semplificare, non dagli ignorantoni che dilagano sulla rete e sovvertono le regole solo perché sono limitati di cultura o pigri e vogliono facilitarsi la vita, come l’orwelliano Grande Fratello cercava di imporre ai propri ‘sudditi’. È un po’ la stessa differenza fra una licenza poetica e uno strafalcione: consapevolezza e capacità di esprimere la frase corretta all’occorrenza.

  59. Scusate. Ho scritto ed inviato qualcosa senza rileggere. Il minuto di silenzio è (anche) per me. Fischiatemi pure.

  60. Il periodo ipotetico è composto da una frase secondaria che esprime la condizione perché si avveri l’azione espressa dalla frase principale. La frase secondaria, introdotta generalmente dalle congiunzioni “se”, “qualora”, “nel caso che”, può stare prima o dopo la frase principale.
    Se la condizione o la premessa espressa nella frase secondaria è attuabile, allora viene usato l’indicativo in ambedue le parti della frase:
    Se viene prima, aspetta.
    Se domani ho tempo, vengo da te.
    Se viene pagato, fa il lavoro.

    Se invece la condizione è ritenuta possibile, ma incerta (il caso della frase di Demetrio), allora la frase condizionale va al congiuntivo imperfetto o trapassato, la frase principale va al condizionale presente o passato (e non al congiuntivo!).
    Condizione attuabile, ma incerta:
    Se fosse pagato, farebbe il lavoro.
    Se venisse invitato, rimarrebbe.

    Quindi il senso della frase:
    “Se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori che si commettono facendoli passare per evoluzione della lingua, credo che anche il congiuntivo ormai abbia le ore contate” secondo me è che “il congiuntivo avrebbe le ore contate se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori che si commettono” . Le due proposizioni dipendono per forza l’una dall’altra, visto che una è introdotta dal “se” e da sola non può stare.

    Sono poi d’accordo con Gawo circa le modalità con cui la lingua può essere modificata e snellita.

  61. “ovvero” significato:

    1. cioè, ossia (si usa per precisare o per correggere un concetto precedentemente espresso): i tre maggiori esponenti del romanticismo, ovvero Alessandro Manzoni, Giacomo Leopardi e Ugo Foscolo; le ultime due ore della notte, ovvero questa mattina all’alba

    2. o, oppure (con valore disgiuntivo; soprattutto nell’uso burocratico): possono presentare domanda i laureati in lettere del vecchio ordinamento ovvero i laureati in discipline letterarie del nuovo ordinamento

    ciao a tutti

  62. Tipico esempio di meta-discussione. Alienante.

  63. Hanno a fine 800 si scriveva se ad inizio frase senza l’H. …

  64. Fortuna che qui si dovrebbe essere corretti per l’utilizzo della lingua e della grammatica…..non si capisce neppure chi ha ragione sull’uso del condizionale o del congiuntivo!!!!! Mah

  65. con le lauree in lettere ed altro, che sforna l’italica università, a fare in c…lo possono andare loro.

  66. Credo ke dovremmo parlare più come mangiamo e meno come i libri

  67. io credo che dovremmo mangiare i libri

  68. Virgola, hai ragione, ho un serio problema con le virgole e ne sono consapevole. È che mi viene spontaneo colorire un po’ il testo scritto, cercando di rendere delle pause che esistono solo nell’orale. Mi sento così Pirandelliana…

    Chissà, magari un giorno proprio grazie a me la punteggiatura avrà una certa evoluzione…

    Nel frattempo sarebbe bello discutere sui concetti che si esprimono, invece che intestardirsi sulla correzione grammaticale. E ti assicuro che non mi sto riferendo a te, che sei stata la più gentile e simpatica delle correzioni!

    Leggendo il mio primo commento dovrebbe essere chiaro che, secondo la teoria del tanto amato professor Porro, più un errore è diffuso e meno è da considerarsi errore.

    Poi, se vogliamo parlarne, io ci sto. Se dovete correggermi da cima a fondo anche questo messaggio, divertitevi! Ma io esco dalla discussione!

  69. Credo che, se la proposizione principale “credo che” fosse posta all’inizio del periodo, oppure sottintesa o sostituita con “secondo la mia opinione”, meno persone verrebbero tratte in errore, come qui sotto:
    “Credo che, se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori che si commettono facendoli passare per evoluzione della lingua, anche il congiuntivo ormai avrebbe le ore contate.”
    “Se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori che si commettono facendoli passare per evoluzione della lingua, secondo la mia opinione anche il congiuntivo ormai avrebbe le ore contate.”

  70. Se dovessimo abbassarci a tollerare tutti gli errori grammaticali che si commettono, facendoli passare per evoluzione linguistica, il congiuntivo avrebbe le ore contate, secondo la mia opinione.

  71. Sara, forse volevi dire “correttezza grammaticale”. Scusa non ho resistito.
    Giuseppe

  72. Correzione !! Voleva dire correzione !! L’atto di correggere cose scritte col culo !! Manica di psicogrammatici !!

  73. :-) siete fantastici

  74. Il problema vero sta nel fatto che il 99% degli italiani non è consapevole degli errori che fa. Ecco perché non c’è alcuna “evoluzione” in atto, ma il disfacimento della lingua. Io non faccio che inorridire e non sono certo una linguista.
    Bisognerebbe farsi venire i dubbi e andare a verificare quale sia la forma corretta. Ad esempio, a proposito del plurale di incinta: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/incinta-incinte
    Quanto alla punteggiatura, non mi spiego come quasi nessuno sappia che il soggetto e il verbo non vanno separati da virgole. Eccetera eccetera…

  75. Avete ragionato in venticinque su un caso dubbio. Ci sta. E dimostra quanto una lingua evoluta sappia essere insidiosa.

    I cugini d’oltralpe si sono inventati il “verlain”, un sottoprodotto linguistico ad uso e abuso di una manciata di mancati rivoluzionari inadatti a coniugare tempi e modi.

    In Italia, se il popolo villano, pure inadatto a distinguere congiuntivi da condizionali, vi parlasse nel proprio dialetto, state certi, non sbaglierebbe nulla.

  76. Io, giovane donna curiosa, non approvo.

    Ecco un bell’esempio di soggetto e verbo separati da virgola.

    Come la mettiamo?

    Ps: è corretto, questa struttura si chiama “inciso”!

    La smettiamo di correggerci a vicenda e cerchiamo fare un bello scambio di opinioni?

    La lingua non viene imposta dall’alto! E quando succede, è chi la PARLA che alla fine ne determina smussature ed evoluzioni! Perché, come ha scritto qualcuno che non ricordo, la lingua serve ad esprimersi e chi meglio del popolo la usa con questa funzione?

    Deve essere immediata, comprensibile, pratica! Anche io, che personalmente non mi reputo una totale ignorante a riguardo, spesso devo pensarci su prima di utilizzare correttamente un congiuntivo in una frase.

    Pensiamo al latino che è andato scemando nell’alto medioevo, all’utilizzo sempre più massiccio delle preposizioni al posto delle desinenze dei casi. È sintomo di un linguaggio più immediato e meno ragionato, più popolare!

    Stessa cosa è accaduta col passaggio dall’arabo classico a quello dei dialetti…

    Ce ne sarebbero di cose da dire… Ma chi sarà il prossimo a contare quante virgole di troppo ho messo in questo messaggio? Scusate, mi è appena arrivato un tir pieno e non so dove piazzarle!

  77. Mai riso tanto.

  78. Mannaggia a cris.o, quanti acculturati linguistici.

  79. Scusami, Sara, ma un inciso NON separa il soggetto dal verbo. Le virgole sono DUE e abbracciano la loro bella frasetta, enucleandola dal resto della frase. Quello che dà fastidio è vedere frasi del tipo: ” il ragazzo, guardò la ragazza” e gli stessi quotidiani ne sono pieni. Pignoleria? No, solo precisione e -perché no?- anche logica.
    Su tutto il resto non discuto perché ognuno ha le proprie idee.
    Io sono Livia, vecchia donna molto curiosa.

  80. L’accademia dell crusca non deve arrendersi, l’accademia della crusca deve soltanto essere inghiottita dalla terra, per la vergogna. Non vi permettete mai più di scrivere vocaboli o frasi in napoletani o quanto meno, visto che siete gli studiosi del C****, studiate il napoletano visto che ormai è diventato una lingua ufficiale. Tradotto in italiano la vostra imprecazione vuo dire A FARE IN CULO, quindi scritta correttamente e. A FA’ ‘NCULO. Chiaro somari idioti?

  81. mi sembrava che l’argomento del contendere fosse l’uso corretto della lingua italiana e immagino l’eleganza che deriva da un appropriato eloquio……..

  82. La grammatica per me è stata sempre un grande peoblema,non mi voleva proprio entrare in testa,quindi potete capire il problema che ne è scaturito qunado ,trasferitomi in Australia, ho dovuto studiare inglese.
    “How are you” qui è trasformato in “howaya”, “good day” in “g’day”, “breakfast” in “brecky” e così via.
    Qui stiamo parlando di una Nazione dove parlano Inglese ma non è l’Inghilterra.
    Noi siamo in Italia e dobbiamo imparare a parlare in Italiano;poi ben vengano i dialetti che sono comunque parte della storia dell’Italia.

  83. Ok, allora comincio io ad esprimermi “in positivo” (dicendo ciò che mi piace), piuttosto che “in negativo” (correggendo… i correttori dei correttori… e certamente finendo corretto a mia volta).

    Dunque: di tutti questi commenti, quello che maggiormente mi è piaciuto, per quanto è stato in grado di dirimere, è stato quello de “Il Democratico” (che in sostanza ha dato ragione a Chef)…
    Peccato per quel “tiene ragione” finale, che tradisce un che di regionale (solo ai napoletani sento dire “tieni ragione”, nel resto d’Italia sento “hai ragione”)…
    Ma insomma, a parte ciò è stato il commento più “scientifico”, anche grazie alla misura di chiarezza apportata in rapporto alla complessità dell’argomento!

    In quanto al merito, invece, il più bello è stato quello di Sara: mi piace quello che dice :-)

    P.s.: amo Napoli, tifo per il Napoli da una trentina d’anni… Ma siete proprio sicuri, amici Campani, che “vaffanculo” venga dalle vostre parti?!?
    Avrei giurato su una diffusione nazionale pressoché uniforme di tale espressione… A tal punto (diffusa) e, ne son certo, da tanto tempo, da rendere velleitario qualunque tentativo di ricerca circa la provenienza geografica (ma potrei sbagliarmi, chissà).
    Avete tanti meriti da potervi (giustamente) arrogare, perché proprio uno che tra l’altro non so nemmeno quanto sia “meritevole”? 😉 Mah!

    Ciao a tutti :-)

  84. Insomma, finiamola un po’ tutti di sragionare: la frase di Demetrio andrebbe formulata diversamente, magari in un contesto piú ufficiale. Ma il concetto che volevasi esprimere é limpido, e stiamo pur sempre commentando un post di Lercio.it, eccheccazz! Poi se qualcuno la trova perfetta cosí com’é, tanto meglio.

    Io sono per l’evoluzione moderata. Evolvere in “qual’é” sarebbe da idioti lasciati allo sbando.

    Spero di non aver fatto errori in questo commento, altrimenti qui non si finisce mai…

  85. mi va di ricordare A TUTTI che la grammatica non è altro che la codificazione degli errori della lingua parlata.

  86. Buongiorno a tutti. Leggendo qua e là alcuni commenti, vorrei dire la mia… Ritengo che sia molto importante conoscere bene la grammatica.. Ma credo che sia necessario anche un miglioramento evolutivo della lingua italiana, in quanto ormai tutto il mondo sta cambiando e, come la storia ci insegna, le evoluzioni sono necessarie…non solo nella tecnologia, ma anche nella comunicazione! Non dico che dovremmo stravolgere ogni cosa ma solo portare degli alleggerimenti e semplificazioni soprattutto a livello grammaticale, per poter avvicinarsi molto di più ai giovani. Non dico che dovremmo ridurci a scrivere “xke” così..ma l’ importante sarebbe rimodernizzarsi un po’.

  87. Ma una nazione di colti e di professori eh! Che bellooo …poi quando viaggi per l’italia senti certi accenti marcati zeppi di inflessioni dialettali da far spavento…la città dove vivo è colma di studenti universitari del sud che a stento parlano la lingua italiana…come scriveranno di conseguenza i nostri giovani studenti?
    Ah e comunque trattasi di Lercio.it !!!

  88. Non vedo qual’è la problematicità. Non è che stabbia tanto a preoccuparmi per questo, piuttosto che per quello, piuttosto che per quell’altro errore..

  89. Qual non puo’ essere apostrafato perche’tronco….si arrenda pure la Crusca, ma certamente non puo’arrendersi un docente di belle lettere!

  90. Fateve tutti ‘na passeggiata! La lingua serve a magnà er gelato! Fuori i bambini dalle scuole! Altrimenti diventano commentatori del nulla…. Respirate di più e mangiate di meno! (I verbi sono all”imperativo o all’esortativo? Boh..) Viveteeeeeeee!!!!!!!

  91. Gente… scopare un pochino no, eh?

  92. E come farebbe la lingua a non cambiare se gia’ i soli parlanti di questa chat non sono d’accordo su niente? La formula che prevarra’ sara’ quella usata dalla maggioranza (o dai mass media) che piaccia o meno

  93. quanti ignorantoni! chef ha ragione al 2000% e insegno l’italiano da una vita

  94. Una volta una ragazza mi disse: “Se da te pretendo un impegno pari a cento, può darsi che tu riesca a darmi solo il settanta al tuo massimo sforzo. Ma se io pretendessi già in partenza solo un settanta, quasi sicuramente come risposta avrei un cinquanta o quaranta.” A mio modesto parere, è inutile adattare la lingua ad una massa che ignora come si costituisca la lingua stessa, anche perché inevitabilmente il problema tornerà a ripetersi in forme sempre più stilizzate, semplificate e scarne (vedi-> cosa-csa-cs). Allo stesso modo, per me sarebbe alquanto sciocco spacciare questo fenomeno per evoluzione della lingua; al massimo è trasformazione.
    Scusate se non scrivo benissimo, non sono un docente come la maggior parte qui.

  95. Discussione simpaticissima…. Grazie

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