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La moglie di Kant chiede il divorzio: “Non lo sopporto più, è tutta una critica!”

20 settembre 2015

Cielostellato (Prussia) – Sta suscitando scalpore la richiesta di divorzio ai danni del celebre filosofo Immanuel Kant da parte della moglie Erina, esasperata dalle continue critiche da parte del celebre marito.

La vicenda si può ricostruire dalle dichiarazioni di Erina Kant rilasciate al Tribunale di Cisaràpureungiudice a Berlino: “Sono una ragazza semplice e solare, ma questo matrimonio mi stava facendo impazzire. All’inizio la mia famiglia era felice che mi fossi accasata con un uomo così importante e rispettato e anch’io stavo bene con lui, anche se eravamo così diversi, ma poi le cose hanno iniziato ad andar male”.

Ancora Erina Kant: “Io amo la musica, canticchio sempre qualche aria di Vivaldi quando lavoro in casa. All’inizio Immanuel diceva che allietavo le sue riflessioni, ma poi ha iniziato a chiedermi di smettere perché disturbavo la sua concentrazione”.

Ma c’era di peggio: “Si sente in dovere di produrre una Critica su tutto quello che faccio, rendendomi la vita un inferno. Cucino e poi mi trovo sul tavolo la Critica delle quaglie al forno, torno dalla lavanderia e lui mi scrive la Critica del lavaggio dei panni. E non chiede, impartisce ordini: È un imperativo categorico che tu stiri per domani la mia camicia preferita”.

E ancora: “L’unica che viene risparmiata dalle sue critiche è mia suocera Ylena Kant, una vecchiaccia che ripete sempre le stesse cose:  come suo figlio, è arrogante e vuol sempre avere ragion pura. Ma ora ho deciso, me ne vado: che vadano al diavolo lui, sua mamma e la sua legge morale, sapete per me dove se la può infilare? E per dirla tutta, ho sempre pensato che la sua dottrina trascendentale sia sopravvalutata e la sua gnoseologia sia risibile: io sono sempre stata una hegeliana”.

Andrea Michielotto

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Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

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