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La Cina inasprisce le sanzioni alla Corea del Nord: “Niente paghetta per Kim Jong Un”

27 maggio 2017

New York (USA, great again) – Non si placano le tensioni con la Corea del Nord, pronta secondo i media internazionali, a lanciare la produzione di nuovi missili a medio-lungo raggio capaci di trasportare testate nucleari, democrazia e la collezione di dvd “Antonio Razzi ti insegna il liscio”, da lanciare sugli obiettivi in caso di ultima necessità.

L’ONU avrebbe però già disposto ulteriori provvedimenti per fronteggiare l’ultima iniziativa del regime nord-coreano inasprendo le sanzioni che già attanagliano il giovane Kim Jong-Un: la Cina avrebbe sospeso infatti l’erogazione della paghetta mensile al giovane dittatore, l’accesso illimitato alla Playstation e un mese di punizione ulteriore per aver visto quel film di Dario Argento senza il consenso di un ufficiale dell’esercito maggiorenne.

“Dovevamo farlo. Punirlo è il solo modo per tenerlo a bada”- spiega il delegato Onu cinese – “Passa tutto il tempo ad offrire vodka e vino ai generali, ne va della salute di milioni di persone. E poi se lo teniamo occupato non riuscirà mai a collegare che tutti i lanci delle testate sono falliti perchè i componenti dei missili glieli procuriamo noi”.

La reazione di Kim Jong-Un non si è fatta attendere. Dopo aver constatato che il suo account di Football Manager era stato bloccato proprio durante la finale mondiale tra la Corea e il Resto del Mondo (con la Corea in vantaggio 17 a 0), ha immediatamente sparato un missile anticarro contro il suo salvadanaio per recuperare qualche milione di won frutto di due mesi di risparmi, per un valore approssimativo di cento dollari americani. Soldi che gli sono poi serviti per dichiarare guerra a qualche Stato che i suoi collaboratori avevano appena creato, in modo da soddisfare la sua sete di vittoria.

“E’ stata una giornata pesante per lui”, ha dichiarato il suo portavoce mentre trasportava il feroce dittatore tra le sue braccia e lo metteva a letto, “ora ha bisogno di una buona dormita e domani sarà pronto per giustiziare qualche altro zio, anche se ormai l’albero genealogico purtroppo è quasi terminato”

Nicolò Premoli

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