Basi

La Basilicata sfida il Molise: “Esistiamo meno di voi”

21 settembre 2015

Luogo Inesistente – “Avete presente l’amore eterno, la ripresa di Renzi, Dio e il Molise? Ecco, noi esistiamo meno di loro!”.
Comincia così l’arringa alla platea di Caio Tiziano durante l’assemblea costitutiva del MODEB, Movimento per il Disconoscimento dell’Esistenza della Basilicata, gruppo che vanta già centinaia di migliaia di iscritti, rigorosamente tutti ignoti.

Il raduno si è svolto in località sconosciuta e data imprecisata, e le cronache sono giunte tramite lettera anonima, ma le rivendicazioni del gruppo sono arrivate forti e chiare, sopratutto attraverso il Caio, che denuncia una situazione a dir poco scandalosa: “Siamo stanchi di essere snobbati nel modo sbagliato, tutti pensano subito al Molise quando si tratta di ignorare una regione, ma a noi non pensa a ignorarci mai nessuno. Eppure ne avremmo ben più diritto: la Basilicata ha dato i natali a Giuseppe Dellafessa, un tizio che sono certo nessuno conosce, a Melfi gli operai sono talmente sfruttati e alienati che non sanno nemmeno il proprio nome e le nostre campagne producono le sconosciute ‘olive di coniglio’, un prodotto, già dal nome, invendibile. Poi c’è quella che riteniamo la prova regina dell’inesistenza della Basilicata: il nostro Governatore, Marcello Pittella, è stato condannato dalla Corte dei conti di Potenza per rimborsi illeciti ottenuti tra il 2009 e 2010, a «risarcire il danno prodotto alla Regione Basilicata» per l’ammontare di 6319,84 euro. Ovviamente non lo ha ancora fatto perché nessuno sa chi sia il beneficiario. Non vi sembrano queste ragioni sufficienti perché il resto d’Italia cominci a prenderci in considerazione e ignorarci quanto meritiamo?”.

La reazione del Molise non si è fatta attendere, da qualche parte è partita una dichiarazione in cui si allude al primato di invisibilità di un enigmatico luogo al di sotto degli Abruzzi che merita senza dubbio il primo posto in una classifica che nessuno ha mai visto. Rimane misteriosamente in silenzio invece un altro dei protagonisti della vicenda: Dio.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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