CathedralOfTrier_Skeleton

Intervista esclusiva alla Morte: “Sarei dovuta andare da Berlusconi, ma ho cambiato idea”

8 novembre 2013

Che cosa accadde nell’Aprile scorso? Ci racconti.

“Lo ammetto, questa primavera dovevo andare da lui, era giunta la sua ora. Ma sono stata contattata da Verdini che mi chiese «Ma che vantaggio ne trarresti? hai sempre avuto quest’immagine molto dark, qualcuno potrebbe pensare che sei improvvisamente diventata comunista!» Se l’immagina la prima pagina de Il Giornale? ‘LA MORTE COMUNISTA HA PRESO SILVIO!’ (ride). Poi Verdini mi allungò una busta”.

Cosa conteneva?

“Be’, era un soggiorno ad Antigua, potevo usufruire delle proprietà di Berlusconi per un mese. Mi dissero: «Prenditi una vacanza, ti rilassi e ci pensi su. Quando torni, se non avrai cambiato idea, Berlusconi sarà qui ad attenderti».

E lei cosa fece?

“All’inizio rimasi un po’ perplessa, ma poi mi dissi «Cazzo, in fondo non ti sei mai presa una vacanza!» E accettai”.

La morte in ferie? Non mi risulta un periodo nel mondo senza decessi.

“Già, questo è il un punto cruciale dell’accordo. Fu un’osservazione che feci a quelli del Pdl, il mio è un lavoro indispensabile per l’umanità. Loro mi dissero che avevano contatti con Putin, e che Putin era un buon amico di Assad, serviva solamente che io firmassi una delega e ci avrebbero pensato loro per un mese”.

Vuole dire che le garantirono di far morire la gente per un mese? Lei è la morte, ma loro come fecero, ad esempio, per gli incidenti stradali?

“Già, per i comuni mortali non è un compito facile. Putin continuò a darci dentro con i giornalisti nel suo paese, ma garantì anche una linea di morte che si diramò in tutto il mondo. Molti dei conducenti che si sono schiantati con le loro auto, avevano nel sangue tracce di polonio, nessuno lo sa, ma è così. Per quanto riguarda Assad non c’è bisogno che dica nulla no?”

Già, ma torniamo in Italia, che cosa successe al suo ritorno?

“Andai ad Arcore e Berlusconi mi accolse a braccia aperte, sembrava felicissimo di vedermi, mi fece vedere anche il suo mausoleo, mi fece vedere una tomba sulla quale la scritta Emilio Fede era stata cancellata, e al suo posto apparivano i nomi di Razzi e Scilipoti, davvero notevole. Mi disse che era pronto a entrare per sempre lì, con i suoi cari”.

E invece che cosa avvenne, perché lei non lo prese con se?

“Sa, me lo chiedo ancora adesso, quell’uomo riuscì a distrarmi. E’ un uomo pieno di vitalità, è vero quello che si dice su di lui… io gli dissi che dovevo prendermi qualcuno”.

Che cosa le propose Berlusconi?

“Be’, sa Silvio è un uomo molto pratico, lui mi diede una busta, e questa volta c’erano dei soldi, molti. Quindi scendemmo a un compromesso”.

Quale?

“Lui aveva bisogno di un posto di Senatore a vita, e più posti c’erano e meglio sarebbe stato per lui un domani averne uno”.

No? non mi dica, quell’incontro avvenne il 6 Maggio?

“Bravo, lei ha capito al volo. Presi Andreotti, in fondo anche con lui avevo un conto in sospeso, dal 1978”.

 

Sergio nasce nel 1976, anno del cazzo, dove l'evento più allegro è il terremoto in Friuli. A scuola gli dicono che ha le capacità, ma non s'impegna e quando lo fa finge di non avere le capacità. Il suo motto è: non fare oggi quello che domani potrebbe essere inutile fare. Non pratica sport, sudare lo mette a disagio. Ora vive a Porto Sant'Elpidio, paese del cazzo, dove la cosa più eccitante è attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate.

Commenta