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INTERVISTA A VASCO BRONDI: “SCRIVO I MIEI TESTI LANCIANDO UNA MONETA”

22 marzo 2013

vasco brondi

FERRARA – Il progetto musicale Le Luci Della Centrale Elettrica, realizzato dal giovane cantautore Vasco Brondi, fa sempre più successo tra i giovani indie italiani e i ragazzi dei centri sociali, grazie a testi particolarmente profondi e impegnati sull’attualità, come accompagnami a raccogliere i petardi che non sono esplosi, oppure faremo dei rave sull’Enterprise, fino ad arrivare al più famoso e invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare. Ma come fa Brondi a trovare parole e metafore così azzeccate? Lo abbiamo incontrato nel suo bilocale a Ferrara.

Buongiorno Vasco e grazie per l’intervista, innanzitutto, non trovi scomodo avere lo stesso nome di un grande della musica italiana?
In verità non mi disturba, perché gli anemoni non sono in fiore perché le petroliere sganciano rifiuti per impedire alle stelle di implodere.

Ehm… Certo. I tuoi testi parlano spesso di crisi e disagio sociale. Pensi che l’Italia riuscirà a superare questa crisi?
Solamente quando le forze lisergiche, guidate da veterocomunisti che guidano i pochi orgasmi di un paguro guideranno le stelle lontano dai sacchetti di plastica radioattivi.

Una piccola speranza quindi c’è. E sul versante politico, come ti schieri?
Tra le nubi atomiche generate dagli inceneritori che bruciano senzatetto ed esodati, vedremo una luce risplendere ma saranno solo radiazioni.

Un punto di vista senz’altro interessante. Ma Vasco dicci, come fai a scrivere dei testi così profondi che arrivano dritto al cuore dei fans?
Lanciando dischi di rame nell’aria, riflettendo mentre cadono su un pavimento usurato e pieno di cenere e spermatozoi.

Dopo questa risposta Vasco imbraccia la chitarra e, ripetendo ossessivamente 3/4 accordi inizia a scrivere 4/5 canzoni contemporaneamente e decidiamo di lasciarlo lavorare, non prima di averlo ringraziato di nuovo per questa importante intervista.

Marco Bressanini

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