(Foto: Francesco Conte)

(Foto: Francesco Conte)

Indipendentisti sardi legano assieme 800 maialetti per farne un elefante da guerra

6 aprile 2014

Guttasirena (CA) – Continuano in tutta Italia i blitz delle forze dell’ordine nei confronti di gruppi secessionisti paramilitarizzati. Dopo il caso dei Serenissimi con la loro ruspa a pedali e dopo la parata coi carriarmatini del Risiko dei militanti di Poggibonsi Libera, è la volta della Sardegna. A finire nel mirino degli inquirenti stavolta sono gli indipendentisti isolani del K’e-K’e-M, kusta est kosa ‘e Meris (Questa è roba dei padroni, ndr), che stavano preparando un’azione spettacolare da tenersi il 28 Aprile, in coincidenza con Sa die de sa Sardigna.
Il gruppo aveva assemblato un poderoso elefante da guerra legando assieme circa 800 maialetti da latte, rubati in diversi allevamenti della zona, da utilizzare per l’occupazione della sede del Consiglio Regionale della Sardegna a Cagliari e il retrostante bar ‘Cannarozza’.
Il piano è stato sventato dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Guttasirena, che ha eseguito 4 mandati di custodia cautelare, sotto ordine del procuratore titolare delle indagini Vincenzo Barbiano. In manette i leader del gruppo Leandro Miele, Federico Ananas, Enrico Brocca e Alessio Roveto. Dalle indagini risultano però implicati altri attivisti, per ora ai domiciliari presso l’enoteca Rosso Blu.
Il difensore degli imputati, l’avvocato Bruno Valdese, ha chiesto subito la scarcerazione dei suoi assistiti, dichiarando che si tratta di un enorme equivoco: “Quegli 800 maialetti erano destinati ad un frugale spuntino per pochi intimi, come dimostrano i 6000 litri di vino nero rinvenuti nello stesso capannone”.
Si fa sentire anche l’indipendentista di Malu Entu Doddore Meloni, che esprime “solidarietà a tutti i gruppi che anelano la libertà dalla ragione, l’autonomia dal pensiero logico e la secessione dal cervello”. Il patriota campidanese ha quindi sventolato orgoglioso il vessillo di tutte queste battaglie: la camicia di forza.
In attesa delle decisioni del Gip, i Carabinieri hanno liberato le 800 innocenti bestiole, che ora potranno tornare sane e salve dai rispettivi padroni, appena in tempo per le festività pasquali.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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