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IN ARRIVO IL RILEVATORE DI FLATULENZE PER ASCENSORI

TOKYO – Dopo i recenti pronunciamenti dell’Unione Europea e una barbara esecuzione negli USA, la buona notizia viene dal Giappone: sarà finalmente limitato uno dei più gravi problemi che affligge l’uomo nell’era moderna, l’emissione di flatulenze negli ascensori. Il merito va al biochimico Nofumi Akikaga, particolarmente sensibile al fenomeno.

Da bambino ha scoperto infatti che il suo organismo è intollerante alla combinazione di azoto, metano e biossido di carbonio presente nelle flatulenze umane, che gli causano reazioni allergiche fino allo shock anafilattico. Il problema è particolarmente sentito negli ascensori, dove la concentrazione di gas aumenta a causa dello spazio angusto.

Il giovane scienziato ha quindi dedicato la sua vita accademica allo studio dei peti e ai modi per limitarli, e dopo anni di duro lavoro ha messo a punto un gas in grado di reagire alle sostanze che li compongono, colorandosi di rosso. La sostanza è completamente innocua, pertanto può essere spruzzata senza problemi negli ascensori: provocherà la formazione di una nuvoletta rossa sul lato B di chi emette flatulenze, fungendo pertanto da forte deterrente. Le prime partite di gas prodotte dall’azienda di Akikaga sono andate a ruba e si pensa di centuplicarne la produzione.

Il biochimico ha deciso di festeggiare il successo della sua invenzione concedendosi una vacanza in Italia, dove però è rimasto vittima di uno sfortunato incidente: in gita a Venezia, è stato accompagnato da alcuni conoscenti veneti, ignari del suo problema, alla Sagra del fagiolo di Lamon;  l’ingresso nei bagni chimici gli è stato quasi fatale. Ora si trova in terapia intensiva all’Ospedale di Belluno: i medici sono ottimisti e contano di salvarlo, purché il personale ospedaliero si attenga scrupolosamente al divieto assoluto di flatulenze vigente in tutto il reparto.

Andrea Michielotto

Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

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