(Foto: Gioa Del Sesso)

(Foto: Gioa Del Sesso)

In arrivo il pc che fa sentire gli odori: i tweet di Gasparri sanno di merda

16 febbraio 2015

AFRO (RE) – Apprezzare il profumo dei lillà in una foto su Instagram, scoprire che odore ha il culo di Rihanna nella homepage del Corriere.it, annusare le ascelle di Giuliano Ferrara da un video su Youtube. Quello che fino a ieri sembrava fantascienza potrebbe diventare presto una realtà a portata di click. Una equipe del Politecnico di Milano ha infatti messo a punto il prototipo di un personal computer capace di riprodurre gli odori corrispondenti agli elementi visualizzati durante la navigazione su internet.

Il progetto coordinato dal professor Pippo Loffa si avvale delle più moderne tecnologie nel campo dei miscelatori di essenze odorose di base, associate ad un complesso sistema di codici che identificano immagini, video e persino porzioni di testo presenti sul web. Nell’articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica La Scoreggia di Newton si legge come l’elaborazione di questo sistema sia stata la fase più complessa: “Ogni odore percepito dall’uomo è composto da un numero variabile di aromi elementari, partendo dalle combinazioni più note e comuni come quelle di fiori, piante e sostanze organiche abbiamo creato una sorta di ‘alfabeto degli odori’, attraverso il quale possiamo ‘scrivere’ non solo ciò il nostro naso percepisce nel mondo reale, ma anche fragranze non presenti in natura. In questo modo – afferma il Loffa – siamo stati in grado di riprodurre l’ipotetico profumo di un sonetto di William Shakespeare, o il tanfo di un libro di Bruno Vespa, assegnando alle singole parole o addirittura lettere di un testo gli aromi elementari”.

I risultati di questo lavoro sono stati ancora più sorprendenti quando la macchina è stata testata in situazioni estreme quali le dichiarazioni dei politici italiani. I post di Matteo Salvini sanno di grappa rigurgitata, quelli di Matteo Renzi di fuffa, mentre per i tweet di Maurizio Gasparri il sistema ha riprodotto un insieme di lezzi riconducibili alle feci di vari animali come vacche, maiali e fascisti. Particolarmente nauseabondi sono risultati gli attacchi alle volontarie rilasciate in Siria, gli insulti all’aspetto fisico di persone comuni (dopo Sanremo chiamati sianismi) e le varie uscite omofobe. In alcuni casi i suoi tweet emanano lezzi talmente ributtanti che i ricercatori hanno dovuto lavorare indossando maschere antigas sotto le tute da astronauta.
Molto curioso anche il dato emerso sulle battute di Made in Sud: chiunque le abbia annusate afferma di averle già sentite milioni di volte.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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