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Il suo rutto ricorda un pezzo dei Litfiba: multato dalla SIAE

5 marzo 2016

Salerno – Stava trascorrendo una tranquilla serata con il suo solito gruppo di amici, al solito bar, quando – forse per l’eccesso di pinte scolate – Bernardo Gubbio ha improvvisamente lasciato che il suo cardias si aprisse lasciando che l’anidride carbonica contenuta nel suo stomaco si liberasse facendo fragorosamente vibrare l’epiglottide in un sonoro rutto che ricordava proprio l’intro della canzone El Diablo. Peccato che, seduto al tavolino accanto, c’era un ispettore della Siae che, sorseggiando il suo Virgin Mary, si è subito accorto che qualcosa non stava andando per il verso giusto. E così, il suono di quell’eruttazione non è passato inascoltato. Immediatamente l’ispettore si è avvicinato al gruppo indicando colui che aveva emesso il suono: “Lei stava cantando El Diablo dei Litfiba!”, “No! – ha risposto sorpreso il Gubbio – Veramente ho solo emesso un piccolo rutto!”.

Ma la giustificazione non è apparsa credibile e convincente all’ispettore, il quale, dopo averne controllato i documenti, ha multato il giovane per aver diffuso musica senza pagare i diritti.

La SIAE ha subito diramato un comunicato esprimendo soddisfazione per l’operato dell’integerrimo ispettore e ricordando tutti gli avventori dei locali pubblici del rischio, tramite eruttazioni e flatulenze, di emettere suoni che ricordino musiche la riproduzione, anche involontaria, è illegale. Proprio qualche settimana prima, infatti, un autotrasportatore varesino era stato a sua volta sanzionato per aver prodotto una scoreggia che ricordava troppo l’intera discografia di Valerio Scanu.

Davide Ruggeri

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