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Il neanderthal Salvinhur: “Stop all’invasione dei sapiens”

5 luglio 2015

Grotta dell’Orso (CO), 50.000 A.C. – “Noi usare mammuth per radere al suolo campi nomadi di sapiens venuti da Africa e Asia. Uomo diverso non potere stare dove essere noi. Prima i neanderthal!”. Sono queste le parole di fuoco pronunciate dal capo del locale clan dei Neanderthal Hatteu Salvinhur nell’ultima riunione tenutasi nella Grotta dell’Orso a San Fedele Intelvi.

Il leader troglodita prosegue nella sua campagna contro espansione dell’uomo sapiens nel continente europeo, considerata da lui e dai suoi seguaci come una minaccia alla cultura, ai valori morali e all’esistenza stessa dei neanderthal: “Uomo diverso essere arretrato e non rispettare nostre usanze moderne, come croci fatte con ossa di uomini squartati in sacrifici. Uomo diverso ricevere grotte gratis e nostri fratelli non arrivare a fine di luna. Uomo diverso non capire che no esserci spazio per lui, lui venire per rubare nostri cervi e camosci. Essere ora di basta!”.
Salvinhus è un fiume in piena e si lancia anche in una azzardata previsione: “Io sicuro che accogliere sapiens essere passo indietro per nostra civiltà. Sapiens essere pericolo per evoluzione di uomo, paese tornerebbe arretrato in giro di 50.000 anni, se sapiens vincere su noi neanderthal progrediti”.

Salvinhur non è l’unico uomo primitivo ad attaccare i migranti sapiens: altri capiclan come Borghexix, Larussud, Ghiorga Mlon e altri si sono riuniti in un focolare per elaborare ingegnosi metodi in grado di fermare l’invasione. “Noi alzare fila di lance lungo confini sud, noi neanche vedere loro”, propone Larussud. “Noi fare finta di andare ad aiutare loro in loro paesi. Poi uccidere e usare ossa in riti”, ribatte il più moderato Ghiorga Mlon. “Noi andare da loro, rubare carni, pelli e utensili, poi dire che loro no essere in grado di evolvere, afferrare per la barba chi vuole vivere qui e riportare in loro terre depredate”, conclude tra gli applausi generali Borghexix.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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