Schermata-2013-11-09-a-13.21.52

IL FIGLIO DI GALLIANI: “BARBARA AL POSTO DI MIO PADRE? DOVRÒ FARMI UNA VITA FUORI DALLO STADIO”

19 novembre 2013

(Stadio Giuseppe Meazza, tribuna autorità, primo anello rosso). La preoccupazione è evidente sul viso di Galliani Jr. (nessuno ne conosce il nome di battesimo, il padre stesso, Adriano, si limita  a chiamarlo “Ehi, sposta il giubbotto, ché devo sedermi!). E ne ha tutte le ragioni perché se nel ruolo di amministratore delegato del Milan dovesse arrivare Barbara Berlusconi, ormai in rotta di collisione contro Galliani Sr., la vita di Jr. potrebbe subire uno sconvolgimento rivoluzionario. “Non voglio lasciare questo stadio! La mia vita è qui…salvo quando il Milan gioca in trasferta”.

In effetti è uno dei grandi misteri che da almeno 20 anni affascinano gli studiosi del paranormale: cosa fa il figlio di Galliani quando il Milan non gioca? “Sto sempre qui, leggo vecchi numeri di San Siro Calcio, passeggio sul prato, faccio lo sbandieratore con le bandierine del corner. Una volta ho preso un centinaio di poltroncine arancioni e le ho inserite nella curva verde dell’Inter componendo la parola MERDE. Ho riso tutta la settimana…poi alla domenica ne abbiamo presi 4 nel derby”.

Il volto di Galliani Jr. si rabbuia e gli occhi si fanno lucidi. “Io non saprei cosa fare fuori da uno stadio. È l’unico luogo dove vedo mio padre, anzi dove lui vede me. E ogni volta la sua gioia mi scalda il cuore. Ricordo una volta allo stadio di Tokyo, per una finale di coppa Intercontinentale. Lui arrivò e trovandomi già al mio posto mi chiese «Ma come cazzo fai? Ho controllato ovunque, sull’aereo non c’eri! Non riuscirò mai ad abituarmi a questa cosa!»”

Ma cosa potrebbe fare questo ragazzo ormai sulla quarantina se non potesse più restare nel tempio del calcio? “Non posso nemmeno formulare una simile ipotesi. È troppo doloroso. Qui è dove mi sono formato culturalmente sulle interviste a Gattuso e Cassano, qui è dove ho conosciuto il mio primo orgasmo con la rovesciata di Van Basten contro il Goteborg. Qui è dove sono nato, proprio su questa poltroncina. È l’unica che non hanno mai sostituito. Qui è dove i miei genitori mi hanno concepito dopo un 4 a 0 contro il Palermo con doppietta di Rivera”.

Ma è mai uscito da uno stadio?

“Una volta sola. Sono apparso a Portofino ma sono stato subito aggredito da un tifoso dell’Inter che non credeva che non avessi un nome di battesimo. Ah, se vedete Barbara, per favore, ditele che Junior la trova molto carina!”

Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

Commenta