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Greenpeace si arrende e adotta la psicologia inversa: inquinate di più

30 giugno 2017

Prato Verde – Greenpeace sembra intenzionata a provare una nuova strategia per combattere l’inquinamento, usando la psicologia inversaClean Everything, uno dei membri dell’associazione, ha dato il via a questo progetto all’apparenza strano ma efficace. È stato lui, infatti, che mentre tornava a casa dal congresso ‘Riattaccare le cozze agli scogli senza compromettere il nostro ecosistema’, si è imbattuto in un gruppo di ragazzi che stavano gettando via della cartacce, commentando: “Vero, però Raga, ma quanto c’hanno ragione ‘sti ecologisti… è solo che me stanno talmente sul cazzo che me vien voglia de sporca’ ‘sto cazzo de mondo solo pe’ fa’ un dispetto a loro”. È qui che in Clean è scattata la molla: tutti gli sforzi che lui e Greenpeace compiono sono resi vani dal modo in cui si propongono.

Tornato al suo ufficio, in Inghilterra, Clean ha subito esposto la sua innovativa idea agli altri dirigenti del gruppo. È stata una sorta di equazione: “Tutti voglio un mondo più pulito. A nessuno piace fare ciò che gli viene imposto”. Dopo alcuni giorni, e dopo molte resistenze, il progetto ha preso vita: “Vogliamo creare un contrasto e una reazione, partendo da una bugia, che sarà il nostro nuovo slogan: La terra è troppo pulita, inquiniamo di più, aiutaci a sporcare, contiamo sul tuo aiuto!” ci dice proprio lo stesso Everything.

L’operazione ha, fin da subito, iniziato a far presa sulla gente che, sentendosi incalzata a sporcare da un ecologista, ha reagito nel senso opposto. Quelli di Greenpeace, visto il successo, hanno adottato la stessa strategia per ogni loro azione: “Le sale congressi si riempiono se il titolo risulta controverso. Ad esempio l’altro giorno abbiamo titolato questa conferenza sui salmoni ‘Vanno controcorrente perché sono degli stronzi’: da non credere! Abbiamo dovuto montare uno schermo all’esterno, la gente non ha trovato posto dentro!” ci dice Salvo Ostrica, uno dei responsabili di Greenpeace Italia.

Voci di corridoio dicono che anche il Presidente Trump, uno che non si fa comandare da nessuno, stia rivedendo la sua politica sull’inquinamento. Beh che dire, Kyoto o non Kyoto, Parigi o non Parigi, sembra che almeno su un punto ci sia consenso unanime: quelli di Greenpeace stanno sul cazzo proprio a tutti!

Sergio Marinelli

Sergio nasce nel 1976, anno del cazzo, dove l'evento più allegro è il terremoto in Friuli. A scuola gli dicono che ha le capacità, ma non s'impegna e quando lo fa finge di non avere le capacità. Il suo motto è: non fare oggi quello che domani potrebbe essere inutile fare. Non pratica sport, sudare lo mette a disagio. Ora vive a Porto Sant'Elpidio, paese del cazzo, dove la cosa più eccitante è attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate.

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