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Getta feto abortito nel water, dopo 21 anni lui torna e la fa sbranare da un coccodrillo

15 giugno 2014

FOGNE (NEW YORK) – Nel 1993 la studentessa 19enne Julie Ann Ferrara era entrata in un McDonald’s per abortire e mangiare un panino (rigorosamente in quest’ordine e probabilmente senza lavarsi le mani). Consumato il fatto e gettato il feto nel water, aveva ordinato un Big Mac ed era tornata a casa. Quello che non poteva immaginare era che quel feto non era morto, e che l’unico effetto che aveva avuto l’aborto non era stato migliorare le condizioni igieniche del bagno di McDonald’s ma che, 21 anni dopo, le consguenze di quella vicenda sarebbero tornate a farle visita. Sì, perché come è già stato detto, il feto (che chiameremo con il nome inventato di Feto) sopravvisse all’aborto, al viaggio nelle tubature, alla caduta nelle fogne. Lì venne adottato da un’amorevole famiglia di coccodrilli albini luterani. Col passare degli anni, però, il piccolo Feto cominciò a farsi qualche domanda: Gruuuar? (perché sono diverso dai miei genitori?), Gruuuar? (Cos’è quella luce che filtra dal soffitto?) e Gruuuar? (da dove arriva tutta questa merda? Noi siamo solo in tre). Domande a cui sua madre e suo padre (ma il WWF preferisce parlare di coccodrillo 1 e coccodrillo 2) si sono sempre rifiutati di rispondere. Un giorno, quando Feto aveva 19 anni, sua madre Julie Ann Ferrara gettò un assorbente usato nel water. Il caso volle che quell’assorbente arrivasse fino a casa di Feto. L’odore che emanava quello strano oggetto non gli era per nulla nuovo; tutt’altro, gli sembrò addirittura familiare. Tornò allora a chiedere la verità ai suoi genitori, e suo padre, ubriaco per aver bevuto troppa urina di Mel Gibson, gliela ruggì tutta. Da quel giorno, una settimana al mese, cominciò a cercare la fonte da cui proveniva quell’odore che lo faceva sentire a casa. Ma lo scopo della sua ricerca non era riabbracciare la madre, bensì vendicarsi per il trattamento che aveva subito. Passò così i due anni successivi a cercare, oltre a sua madre, anche la creatura più feroce di tutte le fognature newyorkesi. Incontrò topi, tartarughe, altri feti abortiti e criminali che avevano parlato troppo. Alla fine la scelta ricadde su un coccodrillo enorme, gettato nelle fogne da uno stilista che non lo riteneva degno neppure di diventare una cintura di Flavio Briatore. E solo due giorni fa la sua tenacia ha dato i frutti sperati: mentre setacciava uno scarico è stato colpito in testa da un tampax piovuto dall’alto. Per Feto è stato un gioco da ragazzi individuare il luogo di provenienza, risalire le tubature in compagnia del coccodrillo e sorprendere la povera Julie Ann alle spalle. La donna non ha avuto nemmeno il tempo di capire cosa le stesse succedendo; Feto l’ha colpita ripetutamente con una gruccia arrugginita e ha lasciato che l’animale che lo accompagnava finisse il lavoro. La sua incredibile storia ha fatto il giro del mondo e si è conclusa con un lieto fine: Feto Ferrara (ha voluto prendere il cognome della madre) è diventato il nuovo volto della campagna antiabortista del Movimento pro-life.

Davide Rossi – Immagine: Andrea Canavesi

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