Immagine: Froofroo (Wikimedia) elaborata da Andrea Canavesi

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Germania, spuntano i primi negazionisti: “Le Golf diesel non sono mai esistite”

25 settembre 2015

Wolfsburg – Lo scandalo emissioni Volkswagen, che in questi giorni sta scuotendo la Germania, rischia di provocare nella popolazione tedesca uno shock senza precedenti. La vergogna è pari solo a quella che ha colpito il popolo teutonico alla scoperta che, a dispetto del nome, i Tokio Hotel fossero tedeschi. Per le strade di Wolfsburg si respira imbarazzo, difficile ottenere dei commenti dai cittadini. Un uomo, non senza difficoltà, riesce a pronunciare qualche frase: “Ci sentiamo terribilmente in colpa. Siamo sempre stati attenti alla salute delle persone e poi arrivano questi stronzi e inquinano spudoratamente con le loro canzoni di merda. E adesso anche questa storia della Volkswagen! Chiediamo scusa a tutti”.

Come già successo per i campi di sterminio nazisti, anche sul fronte Volkswagen si registrano le prime posizioni negazioniste. Alcuni movimenti estremisti si spingono fino a negare l’esistenza stessa delle Golf diesel. Per conto di Lercio incontro Pierre Littbarski, leader del Movimento NazionalGolfista. Lo intervisto girando in auto per le strade di Wolfsburg.

Le Golf diesel non sono mai esistite – afferma sicuro Littbarski – quelle che stiamo vedendo circolare per strada sono innocue Golf elettriche o a energia solare. Le notizie che sentiamo nei tg sono opera della propaganda antigolfista. C’è chiaramente un disegno volto a screditare il popolo tedesco, così come accadde durante la seconda guerra mondiale, chiedete a Miss Italia”.

Littbarski mi spiega anche qual è la fonte delle sue teorie: “E’ uscito proprio la settimana scorsa un libro di David Irving, ‘La guerra di Hitler al gasolio’, in cui si evince chiaramente l’avversione della Germania verso qualsiasi tipo di emissione fin dai tempi del Terzo Reich. Ormai tutti sanno che le camere a gas nei campi di concentramento non sono mai esistite, su questo spero di non doverci tornare più. Quindi niente Zyklon B dalle fantomatiche docce dei lager e niente emissioni inquinanti dalle Volkswagen, se leggi il libro trovi tutte le prove che vuoi. E poi è sufficiente guardare le foto satellitari per verificare che in tutta la Germania non c’è neanche un distributore di gasolio. Perché queste cose voi giornalisti non le dite? La storia delle emissioni è una favola. Credo che dietro le Golf diesel ci siano gli ebrei [sogghigna ripensando all’immagine che ha appena evocato NdR]. Insomma, non siamo noi a essere ‘negazionisti’, siete voi a essere ‘emissionisti’”.

Littbarski non si scompone neanche quando gli faccio notare che questa intervista la stiamo facendo nella mia Golf diesel del 2013. Gli mostro il libretto di circolazione. “So bboni tutti a mettece ‘na scritta”, mi risponde con un inspiegabile dialetto romano. E per rafforzare il concetto scende dall’auto, avvicina la faccia al tubo di scarico e respira a pieni polmoni.

Decido che è il momento di lasciarlo con le sue certezze. Ma prima di andar via, sapendo che scrivo per un giornale italiano, Littbarski vuole farmi un’ultima rivelazione: “Hai presente la semifinale dei Mondiali 2006, Germania-Italia 0-2, con gol di Grosso e Del Piero? Ecco, non si è mai giocata”.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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